Ingoia moneta da un euro, bambino di 3 anni salvato al San Leonardo di Castellammare

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castellammare-ospedale-san leonardo-stabia-2Aveva solo 3 anni il bambino trasportato d’urgenza all’ospedale San Leonardo di Castellammare dopo aver ingoiato una moneta da un euro. Antonio, questo il suo nome, stava giocando normalmente quando si è imbattuto nella monetina, mettendola in bocca. Sono nati così i primi problemi respiratori che hanno insospettito la nonna che ha portato immediatamente il piccolo in ospedale. Una corsa folle da Sant’Antonio Abate fino al San Leonardo di Castellammare per tentare di salvare la vita al proprio nipotino.

Giunti all’ospedale stabiese, Antonio è stato subito assistito. Dopo una breve diagnosi, i medici hanno deciso di farlo addormentare, grazie all’anestesia, e di procedere alla rimozione senza intervento chirurgico. In breve tempo, grazie all’equipe di medici ed infermieri, l’emergenza è rientrata. A dare la bella notizia ai genitori, corsi successivamente in ospedale, e alla nonna presente, proprio i dottori che hanno assistito Antonio durante la sua degenza.

Dopo il temporale, il sereno

Finalmente un po’ di tranquillità per l’ospedale San Leonardo di Castellammare finito al centro delle polemiche nelle scorse settimane, specialmente dopo la morte di un neonato durante il parto. Tantissime critiche, in questo caso, sono cadute sul nosocomio stabiese e sul reparto di Ginecologia mentre il salvataggio di questa mattina le allontana quasi del tutto.

Un episodio negativo può capitare, anche se non dovrebbe, ma non per questo bisogna fare di tutta l’erba un fascio. Il nosocomio stabiese, come elogiato in vari momenti anche dalle istituzioni regionali, è composto da personale medico e infermieristico di tutto rispetto che ogni giorno lavora per il benessere dei paziente. L’episodio di questa mattina è la prova eclatante: un gruppo di esperti, in breve tempo, è stato capace di risolvere una grave emergenza salvando la vita ad un povero bambino di soli 3 anni. Una gioia non solo per la famiglia ma per tutto l’ospedale di Castellammare.