Sangue in vico Pergola: è guerra di camorra per spodestare i “signori di Forcella”

Una guerra combattuta spesso da ragazzi poco più che adolescenti dall’indole violenta e dalle grandi ambizioni criminali

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All’indomani dell’ennesimo fatto di sangue a Napoli gli 007 dei carabinieri indagano a 360° per identificare rapidamente mandanti ed esecutori.

Drammatica la sequenza del raid: due killer sono entrati in azione a Vico Pergola all’Avvocata, nel centro di Napoli freddando in pieno giorno Edoardo Amoroso, 52 anni e Salvatore Dragonetti, 44 anni. Almeno 12 colpi i colpi di pistola esplosi in rapida successione dai killer nella zona mercatale meglio conosciuta come Borgo di Sant’Antonio. Le vittime sarebbero state sorprese mentre si trovavano in strada. Amoroso aveva l’obbligo di soggiorno a Napoli, precedenti per armi, droga, evasione e rapina. Anche Dragonetti aveva precedenti penali per lesioni, contrabbando di sigarette e associazione a delinquere finalizzata al contrabbando di sigarette.

Le modalità dell’esecuzione lascerebbero poco spazio ai dubbi: è guerra di camorra tra i Mazzarella e i Contini per il controllo degli affari illeciti sul territorio. Una guerra combattuta spesso da ragazzi poco più che adolescenti dall’indole violenta e dalle grandi ambizioni criminali. Come abbiamo più volte evidenziato nei nostri articoli, i camorristi hanno vita facile nel centro storico della città e nelle aree maggiormente degradate dell’hinterland, dove ad oggi le istituzioni faticano ad imporre la sovranità dello Stato.

Senza adeguata scolarizzazione, occupazione e sana aggregazione i giovani finiscono facilmente nelle maglie del sistema che con pochi spiccioli e magari una moto trasforma sbarbatelli in assassini spietati e pusher. Un quadro avvilente a cui la politica dovrebbe far fronte con ben altra concretezza e tempestività.

Amoroso e Dragonetti avrebbero fatto parte delle famiglie malavitose dei Mazzarella e dei Giuliano: un particolare questo che la dice lunga sulla volontà delle nuove gang di spodestare definitivamente quello che resta dei potenti signori di Forcella, ovvero dei Giuliano, la famiglia che per anni è stata ai vertici della Nuova Famiglia. Radio mala non prevederebbe niente di buono per l’immediato futuro: i tamburi di guerra della camorra sono tornati a suonare melodie di morte scandendo i ritmi macabri di quella che si preannuncia ennesima mattanza all’interno del sistema.

Alfonso Maria Liguori

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Pubblicista, con formazione scolastica classica e frequenza universitaria presso l'Ateneo Federico II di Napoli (corso di Laurea in Filosofia). Dal 2003 "Aml" è nato, giornalisticamente parlando, con il settimanale diocesano della Curia di Napoli "Nuova Stagione". Successivamente collabora con Cronache di Napoli, con Metropolis, con Napoli Più, svolgendo nel contempo attività di pubbliche relazioni e portavoce di politici. Impegnato nel sociale nel 2003 ha preso parte ad un progetto sociale per il recupero di minori a rischio promosso dall'associazione onlus "Figli in Famiglia" in collaborazione con il Tribunale per i Minori di Napoli. Ha curato eventi di solidarietà per associazioni onlus in favore di noti ospedali partenopei in collaborazione con l'Ubi Banca Popolare di Ancora. Ha diretto la trasmissione televisiva "Riflettori su Ercolano" (a sfondo sociale) per Tele Torre. Profondo conoscitore della strada e dei complessi meccanismi sociali che caratterizzano le problematiche di Napoli e della sua provincia, da anni collabora attivamente con il Gazzettino vesuviano.