Monti Lattari: i narcos della marijuana in crisi per la siccità

Per tutta l’estate gli elicotteri dei carabinieri hanno effettuato ricognizioni nelle aree solitamente utilizzate dai coltivatori, ma le piante di cannabis scoperte sono state di un numero nettamente inferiore rispetto allo stesso periodo dello scorso anno

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elicottero marijuanaAnche il business criminale delle piantagioni di marijuana dei monti Lattari sarebbe stato duramente colpito dalla siccità. La mancata pioggia della stagione estiva, infatti, unitamente ai sequestri record effettuati dalle forze dell’ordine nel 2016, avrebbero inferto un duro colpo ai narcos della cosiddetta Giamaica italiana.




Per tutta l’estate gli elicotteri dei carabinieri hanno effettuato ricognizioni nelle aree solitamente utilizzate dai coltivatori, ma le piante di cannabis scoperte sono state di un numero nettamente inferiore rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.




È pur vero che il microclima naturale favorisce la crescita della marijuana, piantata allo scopo di essere rivenduta nelle piazze di spaccio di tutto il Vesuviano, ma a terra le coltivazioni hanno comunque bisogno di molta acqua.




Una parte solitamente è fornita dai narcos (più volte sulle piazzole le autorità hanno rinvenuto sistemi di irrigazione), ma un’altra dovrebbe essere assicurata dalle piogge. Precipitazioni che mai come quest’anno sono mancate, mandando in crisi l’intero business e gli affari delle organizzazioni criminali che gestiscono le piantagioni tra Castellammare di Stabia, Gragnano, Casola di Napoli, Lettere, Pimonte, Agerola e Faito.