Emodinamica a Boscotrecase, un milione e mezzo di euro per sopravvivere

Il cambio di rotta sul reparto della struttura boschese è stato determinato dal nuovo piano aziendale approvato dalla Regione Campania con Vincenzo De Luca presidente

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Un milione e duecentomila euro spesi, tecnologie Siemens e 6 posti letto: è il reparto di emodinamica dell’ospedale Sant’Anna di Boscotrecase. In attesa di essere inaugurato, è pronto e incellofanato dal lontano luglio 2015.

Nel frattempo, i pazienti che necessitano della procedura devono essere trasportati – in base ai turni – in uno dei centri sanitari di Napoli o, addirittura, a Nola.
L’emodinamica, evitando la tradizionale terapia medica, consente un intervento più efficace ed una più pronta e completa guarigione. Deve, però, essere eseguita entro 90 minuti dal dolore.

Per arrivare a Nola, ambulanza immediatamente disponibile permettendo, ci vogliono almeno 40 minuti. Dunque, se un soggetto ha un infarto e viene accompagnato al nosocomio più vicino, dopo la diagnosi, deve essere trasportato presso la struttura di turno, ammesso che ci siano i posti, e poi sarà possibile intervenire. Il tutto in un’ora e mezza.
Nella stessa situazione versa tutta l’Asl Na3 Sud, che va da Portici a Sorrento.

Il cambio di rotta sul reparto della struttura boschese è stato determinato dal nuovo piano aziendale approvato dalla Regione Campania con Vincenzo De Luca presidente. In controtendenza con quanto deciso e, soprattutto, già fatto dalla giunta Caldoro. Il Sant’Anna, infatti, ha tutti i requisiti per l’utilizzo del comparto esistente.

Mentre era in cantiere, fino a qualche mese fa, l’apertura dell’emodinamica al S. Leonardo di Castellammare; da fare ex novo ovviamente.

Ad oggi, tutta la provincia si arrangia con la terapia medica alternativa. Ciò comporta un rallentamento del sistema, in quanto aumentano i giorni di degenza del paziente infartuato, con una maggiore occupazione dei posti letto, una spesa più elevata per la sanità pubblica e, soprattutto, il calo vertiginoso delle possibilità di completa guarigione degli infartuati. Soggetti che poi vengono riconosciuti come invalidi civili.

Una grave discriminazione rispetto al capoluogo campano che non ha difficoltà di intervento in quanto può vantare per ogni ospedale almeno un reparto di emodinamica. La provincia, invece, è costretta a sopravvivere.

Roberta Miele