Mafie e corruzione nella pubblica amministrazione: convegno a Scafati

Libera ha voluto promuovere, attraverso questa iniziativa, un importante momento di approfondimento e dibattito sul tema della corruzione e delle infiltrazioni mafiose nei pubblici uffici

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Si è tenuto mercoledì 13 settembre, nell’aula consiliare del Comune di Scafati presso la biblioteca “Francesco Morlicchio”di via Galileo Galilei, il convegno organizzato dal coordinamento regionale di Libera Campania in collaborazione con il coordinamento provinciale di Libera a Salerno ed il presidio Nicola Nappo di Scafati, improntato sul tema: “Mafie e corruzione nella pubblica amministrazione. L’impegno delle istituzioni e della società civile”.




Libera ha voluto promuovere, attraverso questa iniziativa, un importante momento di approfondimento e dibattito sul tema della corruzione e delle infiltrazioni mafiose nei pubblici uffici.




Una risposta della società civile e del mondo delle istituzioni rispetto al momento critico che sta attraversando Scafati. I fatti di cronaca nera e le vicende che hanno portato allo scioglimento per infiltrazioni mafiose del consiglio comunale sono un campanello d’allarme che non può esser sottovalutato, e che necessita di una forte presa di coscienza collettiva.




L’evento, che ha avuto il patrocinio morale del Comune di Scafati e di “Avviso Pubblico”, è stato moderato dall’esponente del presidio di Libera di Pagani Riccardo Falcone ed ha visto intervenire Fabio Giuliani (referente di Libera Campania), i componenti della Commissione Straordinaria del comune di Scafati, Alberto Vinucci (docente di scienze politiche presso l’ateneo di Pisa, che ha ricostruito l’evoluzione storica della corruzione e la demonizzazione nell’iconografia fiorentina dei corrotti), il sindaco di Casal di Principe Renato Natale (ha testimoniato la propria esperienza nel ripristinare la legalità in un territorio difficile).




Ha concluso i lavori Enza Rando, vicepresidente nazionale di Libera, che ha parlato della situazione generale in Italia, dei comuni sciolti per infiltrazione mafiosa e della diffusione del fenomeno, ormai non più focalizzata solo nelle regioni meridionali.




Come disse Paolo Borsellino ”La Rivoluzione si fa nelle piazze con il popolo, ma il cambiamento si fa dentro la cabina elettorale con la matita in mano. Quella matita, più forte di qualsiasi arma, più pericolosa di una lupara e più affilata di un coltello.”




Seguendo tale invito, bisogna prendere la responsabilità responsabilità delle proprie scelte elettorali, e contribuire in maniera costruttiva al benessere comune.

Giuseppe Raviotta

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