Napoli, rissa tra immigrati: caos e colpi di pistola in piazza

"I residenti sono stanchi di vivere in questo modo, si sentono quasi prigionieri nelle proprie abitazioni. Abbiamo paura per i nostri figli, specialmente di sera, al loro rientro a casa"

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Ieri pomeriggio si è scatenata in Piazza Principe Umberto a Napoli una rissa tra immigrati: nel corso della violenta lite sarebbero stati esplosi anche alcuni colpi di pistola. A denunciare l’episodio è Enrico Cella, Presidente dell’Associazione Culturale “Vivere il Quartiere”.




“Una corposa rissa tra immigrati con spari – ha commentato Cella – è avvenuta in Piazza Principe Umberto, mettendo a dura prova la sicurezza di residenti e operatori commerciali. Sono prontamente intervenute numerose pattuglie delle forze dell’ordine e dopo qualche ora tutto è tornato alla normalità. I residenti sono stanchi di vivere in questo modo, si sentono quasi prigionieri nelle proprie abitazioni. Abbiamo paura per i nostri figli, specialmente di sera, al loro rientro a casa”.




Un’emergenza sicurezza ormai dilagante nel centro storico della città con particolare riferimento alla zona di Piazza Garibaldi e al dedalo di viuzze che circondano la stazione centrale. “È diventata una situazione pericolosa, insostenibile e non più tollerante – conclude Cella – e sarebbe opportuno trovare seri rimedi, per evitare questo stato di cose ed eventuali turbative sociali che allo stato attuale sono al limite della sopportazione”.




Una questione delicatissima che dovrebbe essere affrontata con ben altra tempestività e concretezza dal governo centrale, dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Luigi de Magistris e infine dalle rispettive Municipalità. La sensazione è che alla minima denuncia riportata dai media in merito ad un vergognoso andazzo che ormai persiste da anni i vari soggetti istituzionali e amministrativi si scarichino responsabilità a vicenda, in una sorta di tragico comico valzer in cui alla fine ognuno asserisce: “Non dipende da noi, abbiamo le mani legate, non abbiamo mezzi per ….”.




L’onesto cittadino napoletano si chiede allora esasperato a chi rivolgersi per avere giustizia e tutela della qualità d’esistenza in città. Un interrogativo a cui puntualmente gli addetti ai lavori rispondono sollevando polemiche istituzionali e conflitti di competenze. Della serie: mentre si gioca a “io non posso, a te non compete e lui non ha i mezzi “Napoli sprofonda sotto il peso di una miserabile implosione sociale.

Alfonso Maria Liguori

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Pubblicista, con formazione scolastica classica e frequenza universitaria presso l'Ateneo Federico II di Napoli (corso di Laurea in Filosofia). Dal 2003 "Aml" è nato, giornalisticamente parlando, con il settimanale diocesano della Curia di Napoli "Nuova Stagione". Successivamente collabora con Cronache di Napoli, con Metropolis, con Napoli Più, svolgendo nel contempo attività di pubbliche relazioni e portavoce di politici. Impegnato nel sociale nel 2003 ha preso parte ad un progetto sociale per il recupero di minori a rischio promosso dall'associazione onlus "Figli in Famiglia" in collaborazione con il Tribunale per i Minori di Napoli. Ha curato eventi di solidarietà per associazioni onlus in favore di noti ospedali partenopei in collaborazione con l'Ubi Banca Popolare di Ancora. Ha diretto la trasmissione televisiva "Riflettori su Ercolano" (a sfondo sociale) per Tele Torre. Profondo conoscitore della strada e dei complessi meccanismi sociali che caratterizzano le problematiche di Napoli e della sua provincia, da anni collabora attivamente con il Gazzettino vesuviano.