Torre Annunziata, sabbie mobili ed esplosioni: cosa c’è dietro i crolli del Quadrilatero

Le case avevano problemi strutturali. Il mare all’epoca arrivava molto più all’interno e il terreno del Quadrilatero era troppo friabile e fangoso; poco adatto alla nuova funzione.

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Il Quadrilatero delle Carceri, tra crolli, discariche abusive, povertà e malavita, è in costante emergenza. Costruzioni su sabbie mobili, esplosioni inenarrabili, terremoti devastanti hanno inciso sull’antico eden della Corte oplontina.


Le origini

Vicoli stretti, sporchi, senz’aria, che formano un labirinto in cui è difficile orientarsi, dove il Diritto non esiste, forse non è mai esistito. Quelle stradine infernali, di contralto, hanno nomi bucolici: vico Agricoltori, vico Magnolia, vico Rose. A tutto c’è una spiegazione. Fino agli inizi dell’800, la zona era la “padula della Baronal Corte”, cioè il giardino di proprietà feudale della Torre dell’Annunciata.

Vico Magnolia prende il nome dagli alberi che erano sul viale di quei giardini, il vico Rose dai roseti rigogliosi che fiancheggiano il vialetto; mentre la via Fontana si chiama così per la fontana con vasca che era al centro della “padula”, ove vi era anche la “casina della Baronal Corte”.




Durante il periodo napoleonico del Regno di Napoli, con la confisca di tutti i beni feudali, il conte Gerardo Dentice venne spogliato della padula, su cui sorsero in seguito abitazioni popolari.

Le cause

Le case avevano problemi strutturali. Le costruzioni, secondo alcune fonti, avvennero su “sabbie mobili”: il mare all’epoca arrivava molto più all’interno e il terreno del Quadrilatero era troppo friabile e fangoso; poco adatto alla nuova funzione.

quadrilatero esplosione torre annunziataL’inizio della fine è rinvenibile nel secondo dopoguerra. Il 21 gennaio 1946 nella stazione ferroviaria situata all’interno del porto, poco distante dal rione, scoppiò un convoglio ferroviario alleato, formato da 27 carri scoperti che trasportavano tritolo e bombe d’aeroplano. Tre furono le esplosioni, la terza fu la più violenta.

L’onda d’urto, oltre ad abbattere la zona marittima, frantumò i vetri e gli infissi di buona parte di Torre Annunziata. 54 vittime, oltre 10mila senzatetto e 4mila case distrutte: questi i danni.




L’altra grande tragedia avvenne il 23 novembre 1980. Il terremoto dell’Irpinia, con irpinia quadrilatero terremoto 1980 torre annunziatamagnitudo 6.8, provocò 2.914 morti. Da allora lo Stato ha versato, secondo le ultime stime, circa 32 miliardi di euro, ma la ricostruzione non è mai stata terminata.

Ad Oplonti, in particolare, vennero colpiti i rioni Penniniello e Quadrilatero delle Carceri. Così arriviamo ad oggi. Nonostante ingenti somme per il post terremoto, tutto è rimasto come 37 anni fa, anzi è peggiorato.

Negli anni il centro storico è diventato ricettacolo di delinquenza oltre che di miseria e disperazione. I residenti vivono col costante rischio di crolli, tra monnezza e indifferenza totale. Le amministrazioni sono intervenute solo per le urgenze, per gli sgomberi. Nel frattempo, il Quadrilatero sembra una città a parte, lontana dal mondo che la circonda. E i suoi abitanti sono davvero i prigionieri di un carcere a cielo aperto.quadrilatero torre annunziata

LEGGI QUI LA SECONDA PUNTATA DELL’INCHIESTA:                            https://www.ilgazzettinovesuviano.com/2017/10/24/torre-annunziata-fondi-quadrilatero/

Roberta Miele