Castellammare, la replica di Pannullo ad Osanna: “Noi sempre disponibili, lui parla solo di Pompei”

"Pazienza, noi non molliamo. Se vuole farlo lui, si assuma tutte le responsabilità e non le scarichi su altri"

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quisisana_castellammare (1)Dopo le dichiarazioni rilasciate su “La Repubblica” ieri mattina dal direttore generale del Parco archeologico di Pompei, Massimo Osanna, arriva la smentita stizzita del sindaco di Castellammare, Antonio Pannullo. La Soprintendenza, infatti, aveva accusato il Comune stabiese di ritardare l’installazione del Museo Archeologico nella Reggia di Quisisana. L’Ente non avrebbe firmato alcune convenzioni che sarebbero necessarie per la riapertura. Non è dello stesso avviso il sindaco Pannullo che ha deciso di spiegare alla città la sua verità dei fatti.

“Una uscita fuori luogo! Per la prima volta la Soprintendenza aveva avuto un interlocutore che aveva dato estrema disponibilità, volontà ed entusiasmo per chiudere una vicenda lunga anni ed anni. Nello scorso dicembre avevamo approvato in consiglio comunale l’atto propedeutico alla istituzione del Museo Archeologico e pronti a firmare il disciplinare tecnico.

Nonostante ciò, l’esimio prof. Osanna ci ripensava e ci chiedeva nuovi spazi per la scuola del Mibact con annessa foresteria. Nuovo ok, nuova disponibilità ma poi prima da Giugno poi da settembre si interrompono le trasmissioni. Tra un viaggio in Giappone e l’altro, a parlare solo di Pompei, l’esimio prof. Osanna è letteralmente scomparso. Pazienza, noi non molliamo. Se vuole farlo lui, si assuma tutte le responsabilità e non le scarichi su altri” ha commentato il sindaco Pannullo.

Scontro istituzionale

Le parole di Osanna hanno creato molte polemiche proprio perchè dirette al Comune stabiese che sarebbe il primo responsabile per l’installazione del Museo. Se questo dovesse essere confermato, ci sarebbe l’ennesima sconfitta per la cultura e per il quartiere di Quisisana che da anni attende di essere riqualificato ma soprattutto valorizzato. I reperti stabiesi, da anni chiusi nei depositi, meritano di vedere la luce e di essere apprezzati dai tanti turisti che ogni giorno affollano l’area archeologica vesuviana. L’installazione del museo resta fondamentale ed è opportuno che le due parti in causa, Soprintendenza e Comune di Castellammare, si incontrino per ricominciare a discutere del futuro della Reggia stabiese.

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