Alto Impatto al rione Traiano di Napoli: 61enne aveva in casa una pistola

L’uomo è considerato dagli inquirenti uno storico padrino della camorra: era tornato a piede libero nel 2011 dopo una condanna per traffico internazionale di stupefacenti

Gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato San Paolo hanno arrestato Vincenzo Calone, napoletano di 61 anni, responsabile del reato di detenzione abusiva di arma clandestina, munizionamento e ricettazione, con precedenti di Polizia.

Nel corso di un’operazione ad Alto Impatto che ha visto coinvolte anche pattuglie del Reparto Prevenzione Crimine Campania i poliziotti hanno scoperto nell’appartamento del 61enne, sito in via Livio Andronico, una pistola completa di munizioni: nello specifico si tratterebbe di una Walther con matricola abrasa e due caricatori contenenti 32 cartucce.




L’arma era nascosta in un vano ricavato nel bagno. Calone è stato arrestato e condotto presso la Casa Circondariale di Poggioreale. L’uomo è considerato dagli inquirenti uno storico padrino della camorra: era tornato a piede libero nel 2011 dopo una condanna per traffico internazionale di stupefacenti. Un curriculum criminale di tutto rispetto che ha visto negli anni Calone indagato per associazione di stampo mafioso, armi, ricettazione e frode.




Non mancano poi le parentele eccellenti: Vincenzo Calone è infatti legato da vincoli familiari con il boss di Posillipo Antonio Calone. Gli investigatori stanno cercando in queste ore di inquadrare l’esatto ruolo del 61enne all’interno del sistema operante nel Rione Traiano: piazze di droga fornitissime avrebbero negli anni portato l’area in oggetto a competere con la tristemente nota rete di spaccio di Secondigliano.




Nonostante i continui blitz, gli arresti e i sequestri operati dalle forze dell’ordine nel Rione Traiano la camorra riuscirebbe sistematicamente a riorganizzare le piazze di spaccio: la verità è che un esercito di persone vive di quel pane, un dato tanto drammatico quanto triste, testimonianza miserabile del livello di abbandono di realtà dove ad oggi lo Stato fatica ad imporsi.

Alfonso Maria Liguori



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Pubblicista, con formazione scolastica classica e frequenza universitaria presso l'Ateneo Federico II di Napoli (corso di Laurea in Filosofia). Dal 2003 "Aml" è nato, giornalisticamente parlando, con il settimanale diocesano della Curia di Napoli "Nuova Stagione". Successivamente collabora con Cronache di Napoli, con Metropolis, con Napoli Più, svolgendo nel contempo attività di pubbliche relazioni e portavoce di politici. Impegnato nel sociale nel 2003 ha preso parte ad un progetto sociale per il recupero di minori a rischio promosso dall'associazione onlus "Figli in Famiglia" in collaborazione con il Tribunale per i Minori di Napoli. Ha curato eventi di solidarietà per associazioni onlus in favore di noti ospedali partenopei in collaborazione con l'Ubi Banca Popolare di Ancora. Ha diretto la trasmissione televisiva "Riflettori su Ercolano" (a sfondo sociale) per Tele Torre. Profondo conoscitore della strada e dei complessi meccanismi sociali che caratterizzano le problematiche di Napoli e della sua provincia, da anni collabora attivamente con il Gazzettino vesuviano.