Armi e uomini, la camorra si prepara alla guerra? Il caso dei pusher extracomunitari

Armi e uomini: questa la parola d’ordine tra i clan che starebbero addestrando all’uso delle armi ragazzi poco più che adolescenti dall’indole oltremodo violenta

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Le unità dell’Ufficio Prevenzione Crimine della Questura di Napoli hanno arrestato ieri mattina un 27enne senegalese, Moussa Diallo, con l’accusa di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Poco dopo mezzogiorno in servizio alla Maddalena gli agenti hanno notato l’extracomunitario che cedeva dell’hashish ad un altro straniero.

Immediato l’intervento delle uniformi di Stato che sono riuscite a bloccare Diallo in via Egiziaca a Forcella. La successiva perquisizione dell’uomo ha consentito ai poliziotti di rinvenire e sequestrare 11 stecche di hashish, mentre altre 10 sono state raccolte durante l’inseguimento (lanciate per strada dal senegalese nel tentativo di disfarsi dello stupefacente).




Moussa Diallo è stato successivamente sottoposto dall’autorità giudiziaria agli arresti domiciliari. Apparentemente la vicenda sembrerebbe relativa ad un pusher al minuto pizzicato in azione: in realtà invece l’arresto proverebbe ben altro. Secondo alcune fonti di Radio Mala i clan della camorra starebbero sostituendo agli spacciatori napoletani extracomunitari irregolari per aumentare il numero delle batterie di fuoco da impiegare in quella che si preannuncerebbe prossima mattanza all’interno dell’universo malavitoso.




Sembrerebbe la trama di una fiction a tema ma è tutto drammaticamente reale: saltati gli equilibri all’interno del sistema ed essendo stati colpiti duramente dalle dichiarazioni dei pentiti, che hanno portato ad arresti e sequestri di beni ingenti, i sodalizi criminali si preparerebbero all’ennesima guerra di camorra, tra quello che resta della Nuova Famiglia e le baby gang, per il controllo degli affari illeciti sul territorio.




Armi e uomini: questa la parola d’ordine tra i clan che starebbero addestrando all’uso delle armi ragazzi poco più che adolescenti dall’indole oltremodo violenta. Sicari spietati in grado di colpire chiunque e ovunque a Napoli e nell’hinterland senza porsi alcuno scrupolo. Della serie: la tempesta in casa camorra si avvicina, lo si respira nei vicoli dal centro storico alla periferia della città, con gli onesti cittadini terrorizzati dall’idea di trovarsi, come già accaduto in passato, al posto sbagliato nel momento sbagliato.

Alfonso Maria Liguori

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Pubblicista, con formazione scolastica classica e frequenza universitaria presso l'Ateneo Federico II di Napoli (corso di Laurea in Filosofia). Dal 2003 "Aml" è nato, giornalisticamente parlando, con il settimanale diocesano della Curia di Napoli "Nuova Stagione". Successivamente collabora con Cronache di Napoli, con Metropolis, con Napoli Più, svolgendo nel contempo attività di pubbliche relazioni e portavoce di politici. Impegnato nel sociale nel 2003 ha preso parte ad un progetto sociale per il recupero di minori a rischio promosso dall'associazione onlus "Figli in Famiglia" in collaborazione con il Tribunale per i Minori di Napoli. Ha curato eventi di solidarietà per associazioni onlus in favore di noti ospedali partenopei in collaborazione con l'Ubi Banca Popolare di Ancora. Ha diretto la trasmissione televisiva "Riflettori su Ercolano" (a sfondo sociale) per Tele Torre. Profondo conoscitore della strada e dei complessi meccanismi sociali che caratterizzano le problematiche di Napoli e della sua provincia, da anni collabora attivamente con il Gazzettino vesuviano.