Al via Stelle Divine, ad Atrani il Festival dell’integrazione

Si parte il 4 novembre con la presenza dell’assessore regionale Serena Angioli. A seguire il concerto del musicista e compositore Aldo D’Angiò

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Atrani è pronta ad ospitare la seconda edizione della rassegna “Stelle Divine – Festival del Mediterraneo” che dal 4 novembre al 7 gennaio trasformerà il Borgo più piccolo d’Italia in un faro di accoglienza, solidarietà ed integrazione. L’obiettivo, che rientra anche nella strategia di destagionalizzazione che l’Ente ha inteso perseguire negli ultimi anni, è quello di intessere una rete di relazioni per creare cultura, la sola arma capace di abbattere i muri della diffidenza e dell’intolleranza per costruire ponti di solidarietà.




Buone pratiche, dunque, per il buon vivere. Il Mediterraneo porta naturale per lo scambio e la fratellanza tra i popoli. La kermesse prenderà il via sabato 4 novembre a partire dalle 17.30 con il saluto del Sindaco di Atrani Luciano de Rosa Laderchi e l’assessore ai Fondi europei, Politiche giovanili, Cooperazione europea e Bacino euro-Mediterraneo della Regione Campania Serena Angioli. Interverranno anche il direttore del Festival Giuseppe Errico, Antonio Sinagra, Musicista e consulente del festival, e Francesco Votano, semiologo, drammaturgo e giornalista RAI di Roma.




“Atrani – dice il Sindaco Luciano de Rosa Laderchi – è pronta a dare il suo contributo in una fase così delicata dove la paura sembra prevalere sulla fiducia. E lo vuole fare con lo stile che la contraddistingue, puntando cioè sulla cultura che è l’unico mezzo per superare la diffidenza ed esaltare il valore dello scambio. Inoltre questo Festival ci consente di rafforzare la nostra strategia che punta decisamente alla destagionalizzazione dei flussi turistici. Insomma mi sembra che Atrani possa essere considerata un modello di riferimento su questi aspetti”.




“Stelle Divine – aggiunge Giuseppe Errico direttore del Festival – intende promuovere la solidarietà e lo scambio culturale tra i popoli ed incentivare i giovani a prassi di cittadinanza attiva con altri giovani provenienti dalle aree del Mediterraneo. Si punta a favorire una comune esperienza di “Fratellanza del Mediterraneo”, come premesse indispensabili per lo sviluppo di interrelazione e scambio sociale tra persone al fine di rendere possibile il dialogo”.