Castellammare, ricoveri in barelle al San Leonardo: sindacati in protesta

Ancora polemiche al San Leonardo di Castellammare per il nuovo regolamento

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castellammare-ospedale-san leonardo-stabia-2Ricoverare in barella in condizioni di estrema necessità è possibile all’ospedale San Leonardo di Castellammare. Secondo quanto prevede il nuovo regolamento del Pronto Soccorso, proposto dalla Direzione Sanitaria, se dovesse essere necessario il ricovero del paziente, e se nelle altre strutture non dovesse esserci un posto letto disponibile, si potrà procedere con il ricovero in barella per un massimo di otto ore in attesa di trovare una nuova sistemazione.

Questo tipo di proposta portata avanti dal Direttore Sanitario, Savio Marziani, va controtendenza con quello che sta tentando di fare il Governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca. Secondo quest’ultimo, infatti, devono essere eliminati tutti i ricoveri in barella per dare dignità ad ogni malato. Castellammare, però, al momento è una voce fuori dal coro. E’ giusto ricordare che questo tipo di ricovero sarà garantito solamente quando si verificheranno una serie di eventi, già accennati precedentemente, e quando il paziente rifiuta di essere trasferito in un altro nosocomio.

Sindacati in protesta

Ciò non basta a calmare le polemiche dei sindacati che sono sul piede di guerra per la decisione presa dalla Direzione Sanitaria. Alcuni infermieri, inoltre, sono già in fase di agitazione proprio per il nuovo regolamento che non è stato ancora modificato. Secondo quanto si apprende, nelle prossime ore è in programma un incontro tra le sigle di Nursing Up, Fials, Fsi, Cisl e il direttore Marziani per fare il punto della situazione e programmare delle modifiche al nuovo regolamento.

Secondo i sindacati, infatti, ricoverare in barella un paziente è umiliante non solo per la famiglia e la stessa persona ma anche per il personale medico che è costretto a lasciarlo in un corridoio in attesa dell’ok dal reparto. Una questione che, senza dubbio, farà discutere anche nelle prossime settimane almeno fino a quando la Direzione Sanitaria non modificherà il tanto contestato regolamento.

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