Maltempo Campania, Legambiente: “oltre 1,1 miliardi di danni in quattro anni”

“Serve la massima attenzione da parte della protezione civile e di quanti possono e devono monitorare costantemente quegli smottamenti per evitare che assumano consistenza e velocità tali da rappresentare un problema per le aree residenziali.”

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Sono 504 i comuni campani a rischio idrogeologico. A denunciare la pericolosità in cui versa oltre il 91% delle amministrazioni è Legambiente Campania. Con oltre 1,1 miliardi di euro di danni al patrimonio pubblico e privato, la Campania è la regione italiana che paga prezzo più alto agli effetti del cambiamento climatico tra alluvioni, frane ed esondazioni relativo al quadriennio 2013-2106. Si stima che solo a Napoli oltre 100.000 cittadini si trovano ogni giorno in zone esposte al pericolo di frane o alluvioni.




“Nella nostra regione, così come in gran parte d’Italia, la responsabilità dei danni, della melma e del fango che mettono a repentaglio vite umane e mettono a rischio case e strade, va ricercato nell’assenza di controlli, nella mancanza di una seria e concreta politica di prevenzione e monitoraggio del territorio, nella devastazione e cementificazione di vastissime aree. Con il maltempo ritorna la paura e la ricetta per una Campania sicura passa attraverso l’informazione, prevenzione, delocalizzazione e d un grande piano di manutenzione ordinaria del territorio”.

Fanno eco all’associazione ambientalista i Verdi, con il consigliere regionale Francesco Emilio Borrelli e il consigliere comunale di Napoli, Stefano Buono, che denunciano come “le prime piogge abbondanti stanno provocando quel che temevamo quest’estate quando le fiamme hanno distrutto vaste aree verdi della Campania, soprattutto nella zona del Vesuvio”. Inoltre, segnalano “movimenti franosi in diverse zone delle aree percorse dal fuoco nel corso dell’estate” e che hanno intenzione “di ripiantumare centinaia di alberi, ma stiamo aspettando l’ok dal Parco nazionale”.




“Serve la massima attenzione da parte della protezione civile e di quanti possono e devono monitorare costantemente quegli smottamenti per evitare che assumano consistenza e velocità tali da rappresentare un problema per le aree residenziali.” – commentano – “Purtroppo, in mancanza del freno naturale degli alberi, distrutti o indeboliti dalle fiamme, il rischio che si creino frane devastanti è altissimo”.

Già nelle scorse ore c’è stato un cedimento in via Crispi, a Napoli, costringendo i tecnici comunali, intervenuti tempestivamente, a recintare l’area per evitare pericoli soprattutto perché è a ridosso di una fermata dell’autobus, ma ora è opportuno avviare subito i lavori, non appena le condizioni atmosferiche lo permetteranno, perché una restrizione della carreggiata in quella zona comporta notevoli disagi per la circolazione”.




“Nel punto interessato dal cedimento – sottolinea la consigliera della Prima Municipalità Benedetta Sciannimanica – sembraa che siano stati fatti da poco dei lavori e, visto il La consigliera della Prima Municipalità, Benedetta Sciannimanica, sottolineando che “nel punto interessato dal cedimento, dove abbiamo fatto un sopralluogo, sembra che siano stati fatti da poco dei lavori e, visto il cedimento di queste ore, sarebbe opportuno capire come sono stati fatti perché parrebbe chiaro che c’è stato qualche errore o sono stati usati materiali scadenti se, a distanza di poco tempo, la strada comincia a cedere pericolosamente”.