Politica clientelare all’ombra del Vesuvio: pochi casati comandano tutto

L'iter evolutivo incontra continuamente ostacoli legati a questioni politiche datate, rancori personali, frustrazioni di amministratori "legati"

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vesuviano politica casatiPolitica clientelare all’ombra del Vesuvio: pochi casati a comandare su tutto. Appare evidente come le comunità all’ombra del vulcano più famoso d’Europa da sempre siano fortemente penalizzate da governi locali legati, più o meno direttamente, a specifiche “bandiere”, a potenti unità familiari in grado di monopolizzare, spesso con camaleontica abilità, la scena pubblica.




Fortunatamente non mancano eccezioni in questa triste realtà: paesi che contando su tradizioni storico-culturali millenarie sarebbero pronti al rinnovamento comunitario partendo proprio dal potenziamento produttivo dei luoghi. Sempre che questo oneroso iter evolutivo non incontrasse continuamente ostacoli legati a questioni politiche datate, rancori personali, frustrazioni di amministratori legati ai vecchi schemi di Palazzo.

Con disarmante onestà non possiamo dimenticare gli anni della Dc, quando, nonostante tutto, si creava occupazione e i soldi giravano nelle cittadine vesuviane. Oggi stranamente qualcuno sembra aver dimenticato quel periodo anche se alla stessa favorevole parentesi storica deve posto di lavoro e carriera: i tempi son cambiati e improvvisamente ci si scopre fondamentalisti della morale, integerrimi depositari della verità, giudici severi pronti a puntare il dito contro chi per decenni ha mandato in rovina le realtà di cui si narra.




Una tesi tanto fasulla quanto ridicola, insostenibile. Si sa, la gente è ingrata e dimentica in fretta, poi ci sono i giovani, più o meno qualificati, da piazzare, spesso estremamente ambiziosi, e pur di riuscire si è pronti a sparare su chiunque possa fungere da ostacolo alle proprie mire occupazionali. Fondamentalmente una guerra tra poveri combattuta da comparse alla ricerca del momento di notorietà : dall’alto i potenti, quelli veri, assistono divertiti usando a proprio piacimento burattini facilmente sacrificabili.

Ecco che quando si incontra un amministratore leale, umile, concreto si torna veramente a sperare in un domani migliore: il vesuviano, fortunatamente, può contare su individualità che possono e devono fare la differenza. Sempre che gli sia concesso: altrimenti continueremo ad assistere a farse recitate più o meno correttamente animate da star, grandi attori, scarne comparse e inservienti al minuto.

Alfonso Maria Liguori



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