Circumvesuviana: un miscuglio di bellezza e degrado

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La Circumvesuviana racchiude emozioni contrastanti per chi ha o avuto la fortuna di essere un passeggero di questi treni. Nata nel 1884 la prima linea che collegava Napoli a Baiano ad opera della società  Chemin de fer Naples-Nola-Baiano et extensions, fu successivamente ampliata il 18 novembre del 1890 dalla società Anonima Ferrovia Napoli Ottaviano fino a San Giuseppe e per l’appunto Ottaviano dando ufficialmente vita alla Circumvesuviana.

Con la Società Anonima Strade Ferrate Secondarie Meridionali la linea interessò i comuni di Portici, Ercolano, Torre Del Greco, Torre Annunziata e Pompei fino a congiungersi con la tratta Napoli-Sarno. Solo dopo la seconda guerra mondiale e l’eruzione del Vesuvio si ripresero i lavori per completare la tratta Castellammare-Sorrento che fu inaugurata il 6 gennaio 1948. La bellezza del viaggio in Circumvesuviana è racchiusa tutta nei nomi delle città che attraversa, ricche di storia e di bellezze paesaggistiche.

Il viaggio in Circumvesuviana può trasformarsi ogni volta in una sorpresa dove la natura e l’uomo mettono tutto il loro impegno. Ho deciso di usare la parola viaggio per dare ancora di più il senso di quello che realmente sia prendere il treno, non un semplice mezzo di trasporto, ma un luogo in cui trascorrere anche solamente cinque minuti può regalarti sorprese. Non si può non rimanere stupefatti dalla fortuna di poter osservare lungo il viaggio il sole che bacia il mare e illumina la costa sorrentina al termine della quale si mostra con tutta la sua bellezza e sinuosità l’isola di Capri.

Girando lo sguardo dall’altra parte dei finestrini c’e lui: il maestoso Vesuvio che si allarga e trasmette un senso di dominazione sul tutto il territorio Vesuviano. La Circumvesuviana nella sua essenza può essere intesa come un luogo di socialità e di solitudine, un posto dove se si è attenti si possono cogliere le sfumature e le molteplici peculiarità dei comportamenti umani;un un miscuglio di mille colori che non lascia indifferenti i suoi ospiti. Un racconto di qualche estraneo, una musica che attraversa i vagoni intrattengono i viaggiatori spesso annoiati e intenti a “perdere tempo” cercando rifugio in conversazioni virtuali.

Non si può non ammettere dall’altro canto che la Circumvesuviana può regalare incontri spiacevoli, difatti sia nelle stazioni che nei treni si può avere a che fare con individui che riescono a rovinare il viaggio o l’attesa di un treno. La sicurezza per i passeggeri e per i controllori spesso è messa a rischio, basti notare che in una qualsiasi stazione c’è sempre chi con prepotenza tenta di varcare, senza titolo di viaggio, i tornelli o chi vandalizza i treni e le stazioni. L’attesa, dopo la sicurezza, è un altro annoso problema; scendere in stazione e sperare che il ritardo di un treno non aumenti, che non venga soppressa qualche corsa, che i vagoni non siano super affollati, avere insomma una speranza di arrivare a lavoro, all’università o di ritornare a casa dopo una lunga giornata.

Contraddizioni di un intera città e di un intero territorio trasportate all’interno di uno dei luoghi simbolo dei territori vesuviani che circonda il Vesuvio; avere una delle più belle tratte ferroviarie del mondo ma non saper prendersene cura.

Gianluca D’Ambrosio