Definì lo stupro una bambinata, ora il sindaco di Pimonte corre ai ripari. Ma è troppo tardi

Il sindaco di Pimonte prova a recuperare organizzando tre eventi in concomitanza con la Giornata Nazionale contro le violenze sulle donne

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pimonte michele palummoCoprire una frase vergogna organizzando tre eventi diversi in concomitanza con la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne. E’ quello che ha provato a fare il sindaco di Pimonte, Michele Palummo, sbagliando, probabilmente, tempi e modi di realizzazione. Anche l’installazione del centro di anti violenza nel piccolo Comune dei Monti Lattari sembra essere un semplice rimedio ad una brutta dichiarazione rilasciata alcuni mesi fa.




“Lo stupro è una bambinata”. Così il sindaco di Pimonte commentò a La7 dopo che una ragazzina di 15 anni, vittima delle violenze dei suoi coetanei, tra cui erano presenti anche parenti di alcuni dei boss locali, decise di scappare in Germania per evitare la vergogna e per ricominciare da zero. Interpellato dalle telecamere, il primo cittadino rispose in un modo barbaro cercando di minimizzare un evento gravissimo che sconvolse la piccola comunità dei Monti Lattari. Ovviamente, anche per motivi istituzionali, arrivarono le scuse, d’obbligo, che però non hanno accontentato nessuno.

Ed ecco che quest’anno, in concomitanza con la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne, Palummo ha voluto coprire il suo sbaglio organizzando alcuni eventi di sensibilizzazione sul tema. Tutto giusto, nessuno critica la decisione ma sarebbe stato opportuno ricordare anche la giovane di Pimonte che è stata costretta a scappare a causa di una comunità, e della politica, che non è riuscita a reintegrarla dopo le violenze. Sarebbe stato opportuno citare il caso per mantenere viva la memoria ma così non è stato. A non convincere è anche il tempo che è trascorso: perchè non dare un segnale forte anche lo scorso anno e aspettare solamente il 2017? E perchè proprio dopo lo scandalo nazionale che lo ha travolto in estate? Probabilmente Palummo ha provato a cavarsela, senza riuscirci.




46mila firme per chiedere le dimissioni

Non tutti però si sono lasciati ammorbidire dagli ultimi eventi. L’associazione Maison Antigone, infatti, ha presentato al Presidente della Camera, Laura Boldrini, ben 46mila firme per chiedere le dimissioni di Michele Palummo. “Ci ha lasciato sgomente un anno fa conoscere la storia della ragazzina di 15 anni di Pimonte stuprata ripetutamente da 12 suoi coetanei, minacciata, dileggiata e ricattata dai video registrati durante gli stupri – spiegano i membri dell’associazione -. E ci ha lasciato nuovamente sgomente l’aver appreso che un anno dopo il verificarsi di questi crimini orrendi, il sindaco durante un intervista sostenesse che lo stupro commesso fosse stata solo una bambinata e che la vicenda fosse da archiviare come storia passata”.

“Vogliamo dare voce alle 46.000 firme raccolte e consegnate alla Presidente Boldrini per chiedere ancora una volta le dimissioni del Sindaco di Pimonte, 46.000 persone sono con noi in questa battaglia e credono che una dichiarazione simile non possa essere sostenibile”.

Gennaro Esposito