Napoli, la polizia chiude tre strutture scolastiche: nessuna autorizzazione

Gli agenti, oltre ad elevare una sanzione amministrativa di 3000 euro, hanno anche riscontrato condizioni igieniche precarie, intimando pertanto al responsabile la cessazione immediata dell'attività

399

Continuano i controlli a tutela dei minori da parte degli agenti dell’Unità Operativa Tutela Emergenze Sociali e Minori della Polizia Municipale di Napoli presso strutture scolastiche presenti sul territorio . Verifiche che hanno portato alla chiusura di tre istituti tutti ubicati nel quartiere Vomero. Nello specifico : i caschi bianchi sono intervenuti in via Tarantino dove è stata riscontrata l’assenza di autorizzazione amministrativa prevista dalla Legge Regionale n. 11/2007 e dal Regolamento successivo n. 4/2014.




Dopo ulteriori controlli sono state elevate sanzioni per l’ammontare di 5000 euro. Al momento dell’accertamento erano presenti nella struttura 16 bambini che sono stati affidati ai genitori convocati sul posto. Le attività sono state sospese sino a regolarizzazione espletata. Analoga situazione è stata riscontrata nella struttura esistente in via Mattia Preti mentre in un istituto di via Cilea, oltre all’assenza della citata autorizzazione prevista dalla normativa regionale, gli operatori di Polizia Locale hanno verificato l’assenza dell’autorizzazione sanitaria necessaria al regolare svolgimento delle attività e prevista dal D. Lgs. 196/2003.

Gli agenti, oltre ad elevare una sanzione amministrativa di 3000 euro, hanno anche riscontrato condizioni igieniche precarie, intimando pertanto al responsabile la cessazione immediata dell’attività, a seguito della quale gli 8 bambini presenti al momento delle verifiche sono sono stati affidati ai rispettivi genitori. L’operazione si colloca perfettamente nella politica di bonifica territoriale voluta dall’amministrazione comunale di Napoli sul territorio e dai vertici della Polizia Locale.




Un segnale importante di legalità e sicurezza a tutela dei più piccoli : un ammonimento al rispetto delle normative vigenti per quanti interagiscono con i minori spesso in modo approssimativo senza pensare alle possibile conseguenze, anche drammatiche, scaturite dalla mancanza di coscienza e professionalità da parte di chi opera con i bambini.

Alfonso Maria Liguori



Condividi
PrecedenteIl corso B-Uefa sul calcio a 5 al pallone geodetico di Gragnano
SuccessivoNuove leve e tensioni criminali: cosa succede al clan Lo Russo, i Capitoni di Miano
avatar
Pubblicista, con formazione scolastica classica e frequenza universitaria presso l'Ateneo Federico II di Napoli (corso di Laurea in Filosofia). Dal 2003 "Aml" è nato, giornalisticamente parlando, con il settimanale diocesano della Curia di Napoli "Nuova Stagione". Successivamente collabora con Cronache di Napoli, con Metropolis, con Napoli Più, svolgendo nel contempo attività di pubbliche relazioni e portavoce di politici. Impegnato nel sociale nel 2003 ha preso parte ad un progetto sociale per il recupero di minori a rischio promosso dall'associazione onlus "Figli in Famiglia" in collaborazione con il Tribunale per i Minori di Napoli. Ha curato eventi di solidarietà per associazioni onlus in favore di noti ospedali partenopei in collaborazione con l'Ubi Banca Popolare di Ancora. Ha diretto la trasmissione televisiva "Riflettori su Ercolano" (a sfondo sociale) per Tele Torre. Profondo conoscitore della strada e dei complessi meccanismi sociali che caratterizzano le problematiche di Napoli e della sua provincia, da anni collabora attivamente con il Gazzettino vesuviano.