Rapinarono un portavalori a Castellammare, arrestati in cinque. Ecco chi sono i rapinatori

Dopo sei mesi di indagini, i carabinieri del Nucleo Operativo di Castellammare hanno arrestato i cinque colpevoli della rapina dello scorso maggio

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viale europa assalto castellammareSono stati inquadrati più di una volta dalle telecamere di videosorveglianza della città di Castellammare. I loro volti erano conosciuti così come le targhe. I carabinieri del Nucleo Operativo stabiese, dopo circa sei mesi, sono riusciti ad identificare i colpevoli della rapina a mano armata ai danni di un portavalori lo scorso maggio. In questa occasione rimasero feriti anche due guardie giurate che risposero al fuoco dei cinque malviventi. Tutti sono stati arrestati nella giornata di ieri dopo essere stati colpiti da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla Procura di Torre Annunziata.




I cinque sono accusati di di tentato omicidio, rapina aggravata in concorso, lesioni personali gravissime, porto e detenzione illegale di armi, ricettazione. I rapinatori, dopo aver compiuto ben cinque giri perlustrativi nella città delle acque, il 12 maggio, alle prime ore del mattino, hanno aperto il fuoco contro le guardie giurate mentre rifornivano una filiale del Banco di Napoli. Erano giunti a Castellammare con due auto, entrambe rubate. Il colpo, dopo il raid, fu di oltre 300 mila euro.

Chi sono i rapinatori

I rapinatori sono tutti originari dell’hinterland napoletano. Si tratta di Marco Angieri, di anni 35; Angelo Langione, di anni 53 (di Cercola); Luigi Nemolato, di anni 36 (di Ponticelli); Carlo Pisani, di anni 24 (di Barra); Francesco Ricci, di anni 40 (di Cercola). Tutti e cinque hanno avuto un ruolo determinante all’interno della rapina, andata a buon fine, lo scorso mese di maggio.




Secondo quanto ricostruito dalle forze dell’ordine, per riuscire a impadronirsi del denaro, hanno lasciato un’auto nei pressi della filiale in modo tale da rendere impossibile la solita sosta al furgone portavalori. Una volta che quest’ultimo è arrivato, altri due complici hanno aperto il fuoco impadronendosi del denaro. Tutti sono poi scappati su una vettura che era stata rubata qualche giorno prima a Barra e che poi è stata abbandonata a Ponticelli.

Gennaro Esposito