Ercolano contro il bullismo, il vicesindaco Fiengo: “Mai abbassare la guardia”

"Un bambino che assiste a continue e impunite violenze familiari potrebbe ritenere tale fenomenologia comportamentale ordinaria"

571

Giochi della Gioventù ercolano fiengo“Non abbasseremo la guardia nei confronti del pericoloso fenomeno sociale chiamato bullismo : avvenimenti recenti testimoniano la gravità di un atteggiamento violento che sembra dilagare tra i giovani ” : chiaro il messaggio a Ercolano del vice sindaco Luigi Fiengo in merito alla necessità di sensibilizzare le nuove leve sul delicato tema del bullismo.




“Il cosiddetto ‘bullo’ – ha precisato Fiengo – è per sua stessa definizione ,come ho più volte dichiarato, un finto forzuto, un debole che si finge grande per nascondere propri complessi e limiti . Il problema è oltremodo complesso: dovremmo interrogarci, in qualità di amministratori, politici e cittadini, sulle cause sociali che trasformano un bambino in teppista, pronto a vessare continuamente coetanei dall’indole pacifica.

Tempo addietro avevo in tal senso sottolineato la necessità di analizzare le complesse realtà familiari che celano spesso drammi sociali, precarietà esistenziali che in alcuni casi le stesse istituzioni competenti faticano ad individuare. In breve: un bambino che assiste a continue e impunite violenze familiari potrebbe ritenere tale fenomenologia comportamentale ordinaria. Sarebbe opportuno monitorare il background dei cosiddetti bulli per individuare disfunzioni e carenze che possano aver inciso sul modus operandi dell’individuo”.




Professionista ed ex agonista nelle arti marziali il vice sindaco Fiengo sa bene di cosa si parla quando si fa riferimento al controllo dell’aggressività, alla conoscenza profonda di se stessi che consente l’acquisizione della sana autostima indispensabile per confrontarsi in modo pacato e costruttivo con il prossimo. “ Le arti marziali – ha precisato Fiengo- se debitamente praticate possono fungere da deterrente alla violenza. Il concetto di equilibrio interiore e di interazione positiva è insito infatti in discipline votate al superamento dei propri limiti attraverso il costante allenamento, sacrificio necessario per raggiungere ambiti traguardi sul tatami ( perimetro di combattimento nelle arti marziali) e nella vita.

Ai nostri ragazzi dico : siate la spalla forte dei più fragili, trasmettete loro fiducia, adottate l’arma del sorriso e della comprensione rinnegando logiche di strada violente e indegne di un membro della Società Civile. Soprattutto ricordate che ci sarà sempre un avversario più forte di voi : quindi non illudetevi di essere imbattibili ricorrendo alle risse o all’uso di oggetti contundenti ma siate promotori tra i vostri coetanei di lealtà, rispetto per il prossimo e senso di responsabilità. In sintesi : il migliore incontro è quello che non si fa. Riflettiamo insieme su questa semplice ma profonda massima di pace e tolleranza, in una sola parola di vera forza”.

Alfonso Maria Liguori



Condividi
PrecedentePasseggiata nell’Opera, ad Atrani l’Immacolata è in musica
SuccessivoAl via la IX Riunione Stabiese di Epatologia: il 15 e 16 dicembre a Gragnano
avatar
Pubblicista, con formazione scolastica classica e frequenza universitaria presso l'Ateneo Federico II di Napoli (corso di Laurea in Filosofia). Dal 2003 "Aml" è nato, giornalisticamente parlando, con il settimanale diocesano della Curia di Napoli "Nuova Stagione". Successivamente collabora con Cronache di Napoli, con Metropolis, con Napoli Più, svolgendo nel contempo attività di pubbliche relazioni e portavoce di politici. Impegnato nel sociale nel 2003 ha preso parte ad un progetto sociale per il recupero di minori a rischio promosso dall'associazione onlus "Figli in Famiglia" in collaborazione con il Tribunale per i Minori di Napoli. Ha curato eventi di solidarietà per associazioni onlus in favore di noti ospedali partenopei in collaborazione con l'Ubi Banca Popolare di Ancora. Ha diretto la trasmissione televisiva "Riflettori su Ercolano" (a sfondo sociale) per Tele Torre. Profondo conoscitore della strada e dei complessi meccanismi sociali che caratterizzano le problematiche di Napoli e della sua provincia, da anni collabora attivamente con il Gazzettino vesuviano.