Napoli, rapinato in piazza Garibaldi lo scrittore Bruce Sterling

Ennesima riprova dell’emergenza sicurezza in città e nell’hinterland ( come se ce ne fosse ancora bisogno) a cui le istituzioni ad oggi hanno risposto presidiando

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Brutta avventura per il noto scrittore americano Bruce Sterling, in visita a Napoli per un incontro con gli studenti dell’Apple Accademy dell’Università Federico II , vittima di una rapina a mano armata mercoledì mattina nei pressi della Stazione Centrale in piazza Garibaldi.




Al 63enne, che si stava recando in compagnia della moglie a Pompei per visitare gli Scavi, sono stati sottratti soldi, carte di credito e passaporti. Singolare la dichiarazione di Sterling resa ai media subito dopo l’accaduto : “In Texas giro con la pistola, in Italia invece non è consentito, ma qui mi sentirei a mio agio . Di Napoli conosco il passato e l’immondizia”.

Fortunatamente , se così si può dire , almeno lo scrittore statunitense è rimasto molto affascinato dalla visita agli Scavi: “Pompei è simbolo – ha precisato Sterling – di distruzione e rigenerazione, proprio come la gente del Sud. D’altronde qui la terra trema ma le persone continuano ad abitarla da migliaia di anni, dopo la catastrofe sono capaci di rialzarsi. La stessa risposta arriverà anche dalle compagnie di tecnologia”.




Ennesima riprova dell’emergenza sicurezza in città e nell’hinterland ( come se ce ne fosse ancora bisogno) a cui le istituzioni ad oggi hanno risposto presidiando, spesso in modo discutibile , il territorio con unità dell’esercito e forze dell’ordine. Lo ripeteremo all’infinito nella speranza che un giorno qualche addetto ai lavori presti attenzione alle nostre parole : senza adeguata scolarizzazione, occupazione e sana aggregazione i risultati nella lotta alla criminalità saranno sempre mediocri.

Un mare di gente vive di questo pane , abbandonata in ghetti di cemento monocolore dove per troppo tempo lo Stato è stato latitante. Inutile nascondersi dietro il dito e negare l’evidenza : le responsabilità politico-istituzionali sono rilevanti tanto quanto l’indifferenza della società civile nei confronti di fasce comunitarie considerate di serie C. Perifrasando Eduardo De Filippo potremmo dire che la nottata a Napoli non passa mai , quasi un’eclissi perenne di civiltà e legalità costata agli onesti contribuenti partenopei un prezzo altissimo in termine di immagine e credibilità.

Alfonso Maria Liguori



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Pubblicista, con formazione scolastica classica e frequenza universitaria presso l'Ateneo Federico II di Napoli (corso di Laurea in Filosofia). Dal 2003 "Aml" è nato, giornalisticamente parlando, con il settimanale diocesano della Curia di Napoli "Nuova Stagione". Successivamente collabora con Cronache di Napoli, con Metropolis, con Napoli Più, svolgendo nel contempo attività di pubbliche relazioni e portavoce di politici. Impegnato nel sociale nel 2003 ha preso parte ad un progetto sociale per il recupero di minori a rischio promosso dall'associazione onlus "Figli in Famiglia" in collaborazione con il Tribunale per i Minori di Napoli. Ha curato eventi di solidarietà per associazioni onlus in favore di noti ospedali partenopei in collaborazione con l'Ubi Banca Popolare di Ancora. Ha diretto la trasmissione televisiva "Riflettori su Ercolano" (a sfondo sociale) per Tele Torre. Profondo conoscitore della strada e dei complessi meccanismi sociali che caratterizzano le problematiche di Napoli e della sua provincia, da anni collabora attivamente con il Gazzettino vesuviano.