Castellammare, il Circolo della Legalità potrebbe essere l’antidoto al pizzo

Il Circolo della Legalità sarà attivo dal prossimo mese di gennaio grazie all'aiuto anche di SOS Impresa

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castellammareLa camorra è forte, presente e impone ancora il pizzo ai commercianti di Castellammare. Gli arresti dei carabinieri dell’ultima settimana hanno confermato questa tesi tanto che i militari stanno tentando di estendere le indagini su tutto il territorio comunale. Per questo motivo, l’installazione del Circolo della Legalità diventa sempre più necessaria. Quest’ultimo, che si insedierà nei locali di un ex bar confiscato alla criminalità, sarà attivo dal prossimo mese di gennaio grazie all’aiuto anche di SOS Impresa.

Con la presenza di una simile attività, i commercianti potranno essere meno soli e avranno un aiuto sicuro da parte delle istituzioni durante, e dopo, la denuncia. Ciò che blocca molti imprenditori a non segnalare alle forze dell’ordine le varie estorsioni, è il disinteresse dello Stato che non protegge adeguatamente chi ha il coraggio di ribellarsi alla camorra e alle sue pretese. Il ruolo del Circolo della Legalità risulta essere quindi fondamentale.

L’arresto di Spagnuolo e Cioffi

Il modus operandi di Spagnuolo e Cioffi, che hanno imposto il pizzo ad un bar di piazza Giovanni XXIII, era chiaro: 1500 euro per i carcerati di Scanzano. I due mostrarono al titolare dell’attività un SMS per evitare di parlare liberamente all’interno dell’attività. Il proprietario, però, ha contattato le forze dell’ordine e fatto arrestare i due. E’ alta l’attenzione dei carabinieri in città: quanti negozi sono stati vittima dell’estorsione? Quanti effettivamente pagano il pizzo? Domande che non hanno una risposta, almeno per ora.

La camorra, nel periodo natalizio, come è noto, alza notevolmente i tassi costringendo i poveri commercianti a pagare il 20% in più di quanto fanno normalmente. A testimoniarlo sono le ultime inchieste delle forze dell’ordine che hanno portato alla luce questo sistema criminale. In base all’attività, alla sua forza e alla sua grandezza, si impone un tasso di pagamento più alto. Non devono quindi sorprendere i 1500 euro chiesti al titolare del bar.