Il grido dei giovani di Napoli: “Basta violenza. Siamo tutti Arturo!”

Il corteo è partito dal Cuoco, la scuola di Arturo ed è sfociato su via Foria. Applausi, slogan e messaggi per il giovane ancora in ospedale

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Oltre mille ragazzi, tantissimi i giovani che da piazza Miracoli hanno sfilato per le strade del centro con un solo grido: “Siamo tutti Arturo”. All’indomani dell’assurda aggressione nei confronti dello studente colpito con decine di coltellate da coetanei senza scrupoli durante una rapina è esplosa la rabbia, la reazione degli studenti sconcertati da tanta violenza nei confronti di un minorenne . Questa volta non ci sono attenuanti sociali che tengano o alibi di sorta : solo criminali agiscono così e della peggior specie.




Il corteo è partito dal Cuoco, la scuola di Arturo ed è sfociato su via Foria. Applausi, slogan e messaggi per il giovane ancora in ospedale. “Arturo è ancora sconvolto, oggi non sta benissimo. Ha la tachicardia, attacchi di panico. Spero trovi forza guardando le immagini di questa manifestazione. Qui ci sono tutti i suoi amici, tutti i ragazzi qui sono Arturo”. Queste le parole della mamma della giovane vittima, una donna fortemente provata da un’esperienza che ha seriamente rischiato di portarle via il bene più caro in modo assurdo, ingiustificabile, con dinamiche indegne di una società civile. “Stanno aumentando le persone che fanno il bene di Napoli – ha dichiarato il sindaco di Napoli Luigi de Magistris – ma non dobbiamo sottovalutare una minoranza pericolosa. Per questo oggi siamo qui a dire “siamo tutti Arturo”.

I giovani non nascono delinquenti ma possono diventarlo : in tal senso occorre monitorare con attenzione le nuove leve partenopee cercando di offrire il massimo contributo alla crescita sociale di ragazzi spesso orbitanti in contesti malavitosi .Napoli oggi ha risposto alla grande alla mia richiesta di mobilitazione delle coscienze con una grande manifestazione che ha coinvolto tutti , scuole, associazioni, cittadini comuni in un unico grande ideale di giustizia e legalità”.




“ Non sono un eroe ” : questo il sintetico commento di Arturo all’indomani di un’aggressione che ha macchiato ancora una volta l’immagine di una città mai così in affanno sul fronte sicurezza. Crediamo che sia veramente superflua qualsiasi altra considerazione :il mondo politico deve promuovere campagne di prevenzione che mirino alla scolarizzazione, all’occupazione , alla sana aggregazione e non si limitino ai sermoni retorici che lasciano ormai il tempo che trovano o il dramma di Arturo continuerà ad essere solo uno dei tanti.

Alfonso Maria Liguori



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Pubblicista, con formazione scolastica classica e frequenza universitaria presso l'Ateneo Federico II di Napoli (corso di Laurea in Filosofia). Dal 2003 "Aml" è nato, giornalisticamente parlando, con il settimanale diocesano della Curia di Napoli "Nuova Stagione". Successivamente collabora con Cronache di Napoli, con Metropolis, con Napoli Più, svolgendo nel contempo attività di pubbliche relazioni e portavoce di politici. Impegnato nel sociale nel 2003 ha preso parte ad un progetto sociale per il recupero di minori a rischio promosso dall'associazione onlus "Figli in Famiglia" in collaborazione con il Tribunale per i Minori di Napoli. Ha curato eventi di solidarietà per associazioni onlus in favore di noti ospedali partenopei in collaborazione con l'Ubi Banca Popolare di Ancora. Ha diretto la trasmissione televisiva "Riflettori su Ercolano" (a sfondo sociale) per Tele Torre. Profondo conoscitore della strada e dei complessi meccanismi sociali che caratterizzano le problematiche di Napoli e della sua provincia, da anni collabora attivamente con il Gazzettino vesuviano.