Torre Annunziata contro la camorra, Sermino: “Denunciate i clan”

"Il sistema ha tante forme, si nasconde bene nell’humus comunitario con capacità rigenerative straordinarie"

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“ Scolarizzazione adeguata, occupazione e attenzione per i giovani : solo così sarà possibile combattere concretamente la camorra in un paese ricco di storia e cultura”: queste le parole di Carmela Sermino, la vedova del carrozziere oplontino ucciso da un proiettile vagante la sera del 31 dicembre 2007 (ad oggi resta sconosciuto il responsabile) mentre si trovava seduto a tavola di casa sua per festeggiare il capodanno in famiglia, in relazione agli ultimi attentati intimidatori registrati a Torre Annunziata .

Carmela Sermino torre annunziata“ Attraverso l’associazione che porta il nome di mio marito Peppe – ha precisato Sermino- ubicata in un immobile confiscato al crimine organizzato promuoveremo attività che trasmettano ai giovani torresi amore per la legalità e la giustizia. In tal senso le istituzioni e l’amministrazione comunale devono svolgere un ruolo fondamentale. Con le sole chiacchiere non si va da nessuna parte : i nostri ragazzi hanno bisogno di tornare a credere in modelli di vita sani, basati sul lavoro onesto e sulla speranza di poter restare e investire negli amati luoghi d’origine.




Quando parliamo di camorra, di fenomeni mafiosi, affrontiamo argomenti oltremodo complessi : il sistema ha tante forme, si nasconde bene nell’humus comunitario con capacità rigenerative straordinarie. Per non parlare delle ramificazioni abilmente stese da chi vive del pane della camorra in tanti strati della società : ci si trova quindi a fronteggiare un nemico subdolo, dalla capacità offensiva , sotto ogni aspetto, devastante. Ecco perché non possiamo deludere i più giovani, ecco perché proprio dalla politica torrese, dal governo locale deve partire un concreto impegno che da un lato crei ottimismo nelle nuove leve e dall’altro alimenti la fiamma della speranza in chi da troppi anni subisce questo cancro sociale chiamato camorra”.




Poche chiacchiere, questo è il momento dei fatti : chiaro il monito di Sermino che invita politici e amministratori ad essere vicini “concretamente” alle associazioni impegnate sul territorio : “ Le associazioni – ha concluso Sermino – hanno bisogno dell’aiuto di tutti e in particolare di chi ci governa a livello sia centrale che locale. Insieme possiamo diventare invincibili, condurre con successo una pacifica lotta all’anarchia violenta costata alla città un prezzo altissimo negli anni. Torre Annunziata è popolata principalmente da cittadini onesti : non consentiamo ai clan, a chi vive al di fuori della legge di rovinare definitivamente l’immagine e la credibilità di una perla dell’hinterland vesuviano. Ai commercianti, agli imprenditori dico : denunciate senza esitazione qualsiasi tentativo di violenza alle autorità, sgretoliamo una volta per tutte il muro di omertà che ancora protegge certa gente senza onore”.

Alfonso Maria Liguori



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Pubblicista, con formazione scolastica classica e frequenza universitaria presso l'Ateneo Federico II di Napoli (corso di Laurea in Filosofia). Dal 2003 "Aml" è nato, giornalisticamente parlando, con il settimanale diocesano della Curia di Napoli "Nuova Stagione". Successivamente collabora con Cronache di Napoli, con Metropolis, con Napoli Più, svolgendo nel contempo attività di pubbliche relazioni e portavoce di politici. Impegnato nel sociale nel 2003 ha preso parte ad un progetto sociale per il recupero di minori a rischio promosso dall'associazione onlus "Figli in Famiglia" in collaborazione con il Tribunale per i Minori di Napoli. Ha curato eventi di solidarietà per associazioni onlus in favore di noti ospedali partenopei in collaborazione con l'Ubi Banca Popolare di Ancora. Ha diretto la trasmissione televisiva "Riflettori su Ercolano" (a sfondo sociale) per Tele Torre. Profondo conoscitore della strada e dei complessi meccanismi sociali che caratterizzano le problematiche di Napoli e della sua provincia, da anni collabora attivamente con il Gazzettino vesuviano.