Lavoro in Campania: la dura sfida 2018 per sindacati e lavoratori

Snervanti e assurdi i rapporti lavorativi a tempo determinato che in alcuni casi durano da decenni senza mai dare certezze

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sindacatiSindacati e lavoratori: ritrovare comunità d’intenti in un 2018 che deve avere come primo obiettivo l’occupazione. Creazione di nuovi posti di lavoro, contratti di occupazione a tempo indeterminato, maggiore tutela degli operatori: CIGL, CISL E UIL sono chiamati oggi come non mai a riscoprire il significato profondo di un ruolo che li vede in prima linea nei rapporti tra aziende e lavoratori. Troppe incomprensioni, malumori, accuse di campanilismo negli ultimi anni a macchiare l’immagine di forze sociali indispensabili alla tutela di chi in fondo non chiede altro che di vivere onestamente del proprio lavoro.




Snervanti e assurdi i rapporti lavorativi a tempo determinato che in alcuni casi durano da decenni senza mai dare certezze a chi deve stare attento a non ammalarsi nei periodi lavorativi cosiddetti “stagionali” per evitare di assottigliare note ulteriormente i già esigui guadagni. Basta con le intese sotto banco, con la politica clientelare, con le appartenenze di comodo: il Paese sta attraversando una parentesi storica drammatica sotto il profilo lavorativo eppure c’è ancora qualche trombone politico che senza alcun pudore parla di ripresa, di aumento dell’occupazione, di crescita economica.

Evidentemente questi individui blaterano di realtà estere o vivono in contesti talmente elitari da ignorare completamente i disagi di migliaia di italiani che faticano, a prescindere dal titolo di studio, a mettere insieme pranzo e cena. Promesse, promesse e ancora promesse: oggi servono fatti e in tempi utili per quanto meno salvare il salvabile e ridare credibilità ai tanto, troppo chiacchierati sindacati. Ovviamente sarebbe assurdo generalizzare, sparare a zero contro le intere forze sociali: il nostro indiscusso plauso a chi onora il proprio ruolo e la propria sigla sindacale adoperandosi per creare e difendere l’occupazione.




Soprattutto occorre cassare l’assurda logica delle responsabilità a scarica barili, ovvero l’addossare sempre agli altri le colpe di palesi fallimenti che negli anni hanno consentito ad una certa parte della politica di colpire pesantemente i lavoratori. Sono gli operai, gli impiegati, gli artigiani, i ricercatori e gli onesti professionisti la spina dorsale dell’Italia: categorie che andrebbero tutelate adeguatamente e che non possono essere lasciate in balia degli eventi. In sintesi: tornino a sventolare le bandiere dei sindacati e lo facciano in nome del futuro delle nuove generazioni che di questo passo per lavorare onestamente e stabilmente saranno costrette definitivamente a cercare fortuna all’estero.

Alfonso Maria Liguori



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Pubblicista, con formazione scolastica classica e frequenza universitaria presso l'Ateneo Federico II di Napoli (corso di Laurea in Filosofia). Dal 2003 "Aml" è nato, giornalisticamente parlando, con il settimanale diocesano della Curia di Napoli "Nuova Stagione". Successivamente collabora con Cronache di Napoli, con Metropolis, con Napoli Più, svolgendo nel contempo attività di pubbliche relazioni e portavoce di politici. Impegnato nel sociale nel 2003 ha preso parte ad un progetto sociale per il recupero di minori a rischio promosso dall'associazione onlus "Figli in Famiglia" in collaborazione con il Tribunale per i Minori di Napoli. Ha curato eventi di solidarietà per associazioni onlus in favore di noti ospedali partenopei in collaborazione con l'Ubi Banca Popolare di Ancora. Ha diretto la trasmissione televisiva "Riflettori su Ercolano" (a sfondo sociale) per Tele Torre. Profondo conoscitore della strada e dei complessi meccanismi sociali che caratterizzano le problematiche di Napoli e della sua provincia, da anni collabora attivamente con il Gazzettino vesuviano.