Castellammare, sono i D’Alessandro a gestire le estorsioni in città: DDA a lavoro

A confermarlo è l'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa contro i due estorsori di Scanzano

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d'alessandroPer la Direzione Distrettuale Antimafia non ci sarebbero dubbi: a gestire le estorsioni nella città di Castellammare sono i D’Alessandro. A confermarlo è l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Napoli contro i due estorsori che lo scorso 19 dicembre imposero il pagamento di ben 1500 euro in contanti ad un bar di piazza Giovanni XXIII, a due passi da Palazzo Farnese. I due, già arrestati dai carabinieri, sono stati colpiti anche dal provvedimento della DDA.




Ed è proprio la Direzione Distrettuale Antimafia che sta tentando, con l’aiuto dei carabinieri del Nucleo Operativo, di ricostruire eventuali altri episodi in città. Ciò che è certo è che durante le feste di Natale, ad essere colpito dalle minacce della camorra non è stato solo il bar di piazza Giovanni XXIII. I D’Alessandro, che storicamente risiedono nella loro roccaforte di Scanzano, controllerebbero tutta la zona sud di Castellammare dove eserciterebbero il proprio dominio. Diverse sarebbero le attività commerciali vittime del pizzo che durante il mese dicembre, secondo le ultime indiscrezioni, ha conosciuto un incremento del 20%.

Chi pensava, quindi, che a Castellammare l’estorsione non esisteva, si sbagliava. I carabinieri, agli ordini del Maggiore Donato Pontassuglia, sono a lavoro per contrastare le attività illecite del clan di Scanzano che anche se nell’ombra starebbe controllando gran parte della città di Castellammare.




La ricostruzione dell’estorsione dello scorso 19 dicembre

Emergono nuovi dettagli, intanto, dopo gli arresti di Vincenzo Spagnuolo, 33 anni, ed Emanuele Cioffi, appena 18enne. I due entrarono nel bar di piazza Giovanni XXIII mostrando al proprietario un messaggio sul cellulare con scritto: “Vengo a nome di Scanzano, dammi 1500 euro per i carcerati”. Il titolare, però, si rifiutò di consegnare la somma richiesta scatenando l’ira del 33enne che si impossessò di ben 200 euro dalla cassa. Subito allertate le forze dell’ordine, i due vennero arrestati dai carabinieri che bloccarono Spagnuolo in possesso della somma sottratta con la forza.




All’ingresso dei militari nel bar, invece, Cioffi fece finta di nulla ordinando champagne e panettoni. Il giovane però fu scoperto a causa della pistola (giocattolo) che gli fuoriusciva dai pantaloni. Entrambi furono arrestati con l’accusa di estorsione alla quale poi si è aggiunta l’aggravante del metodo mafioso nella giornata di ieri. Probabilmente i due hanno colpito anche in altre zone della città adottando lo stesso modus operandi.

Gennaro Esposito



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