Portici, il sindaco Cuomo e un imprenditore accusati di molestie contro una donna

La signora si sarebbe confidata con un altro esponente del Pd, E.R., oggi consigliere comunale. Al termine del colloquio, decise di non denunciarlo

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Il sindaco di Portici Enzo Cuomo è accusato di molestie contro una donna. Rossella B., libera professionista, ha puntato il dito contro il primo cittadino porticese e un imprenditore a lui molto vicino, Pasquale Noia. La vicenda, riportata da La Repubblica, sarebbe accaduta cinque anni fa, quando Cuomo stava per lasciare l’incarico al governo cittadino per candidarsi al Senato, dove venne eletto.




La donna – si legge sul quotidiano – ha raccontato di aver ricevuto «da Cuomo la richiesta di essere sostenuto sul territorio “per la campagna elettorale” e di avergli dato la propria disponibilità». Ma, a sua volta gli avrebbe confidato «di avere problemi economici e di avergli chiesto di essere aiutata a trovare una posizione di maggiore stabilità. La signora si occupava «della vendita di alcuni prodotti, in particolare per aziende distributrici di prodotti chimici.




Il sindaco, sempre stando al suo racconto, durante uno di questi incontri, in Comune, nel riserbo del suo studio, lontano da occhi indiscreti, l’avrebbe avvicinata e l’avrebbe molestata. “Io ti aiuto ma…”. Le avrebbe chiesto favori sessuali. Cuomo “si spogliò” e in un attimo le fu vicino. “Io ero seduta all’angolo della sua scrivania e gli dissi come si permetteva di fare ciò”.»

La donna avrebbe poi conosciuto Noia, attualmente aggiudicatario dell’appalto sulla pubblica illuminazione a Portici, tramite il primo cittadino. Proprio l’imprenditore avrebbe dovuto garantirle la stabilità economica.




Noia le avrebbe offerto di incontrarsi in un posto riservato, ma avendo capito le sue intenzioni, gli chiese invece di vedersi in un posto affollato, e si incontrarono «nel parcheggio di un agriturismo in zona a San Sebastiano al Vesuvio. “Mi chiese di andare in camera, io mi rifiutai, e restammo in macchina a parlare. Allora lui cominciò a toccarmi il seno, poi leccava il collo…”. La descrizione della presunta violenza continua fino al dettaglio culminante: la donna denuncia agli inquirenti di aver “conservato” i propri “vestiti ancora sporchi del liquido seminale”. Non solo.




“Il Pasquale Noia mi faceva intendere che per essermi negata, non mi avrebbe più aiutata”. La signora aggiunge di aver cercato di farsi visitare all’ospedale Maresca, comune di Torre del Greco, il più vicino in zona, ma in disarmo come molti altri presidi territoriali. “Raggiunsi quell’ospedale ma non fui refertata, in quanto mancava il pronto soccorso ginecologico. E mi invitarono a raggiungere l’ospedale Loreto Mare”, cioè Napoli, a venti chilometri. “Siccome avevo la necessità di prendermi cura di mia figlia, non ci andai”.»

La signora si sarebbe confidata con un altro esponente del Pd, E.R., oggi consigliere comunale. Al termine del colloquio, decise di non denunciarlo, «ritenendo che Cuomo, ormai in dirittura d’arrivo al Parlamento, fosse troppo in ascesa e con amicizie potenti. “Temendo di non essere creduta, soprassedetti”.» Affidato al procuratore aggiunto Giuseppe Lucantonio, il fascicolo è al vaglio della Procura di Napoli, guidata da Gianni Melillo. La donna sarà sentita dagli inquirenti nelle prossime ore.




A stretto giro la risposta dell’ex senatore che parla di «vicenda assolutamente inventata, presumibilmente frutto delle farneticazioni di una mitomane». Se, da una parte, il sindaco si dice «assolutamente sereno», dall’altra non è disposto ad assistere in silenzio al passaggio della macchina del fango per colpirlo «politicamente da ambienti notoriamente ostili già dall’ultima campagna elettorale. Per questo motivo ho già incaricato i miei legali di denunciare per calunnia questa donna e tutti coloro che strumentalmente pensano di utilizzare questa squallida macchinazione per colpire la mia persona e la mia figura politica».



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