Torre Annunziata, camorra: ecco come i Gionta “formano” i giovani criminali

Un particolare che troverebbe riscontro nella necessità di sostituire il ras Umberto Onda rinchiuso in carcere col "fine pena mai"

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Gli ultimi sequestri di armi a salve effettuati a Torre Annunziata potrebbero non essere casuali : fonti vicine al sistema oplontino riferirebbero che in particolare i Gionta starebbero misurando la ferocia dei giovanissimi adepti per poi promuoverli al rango di affiliati veri e propri. Un particolare che troverebbe riscontro nella necessità di sostituire il ras Umberto Onda rinchiuso in carcere con il fascicolo personale recitante “fine pena mai”. Un vuoto considerevole tra le fila dei Gionta quello creato dall’arresto di Onda : spietato, calcolatore e carismatico Umberto Onda, alias “ Umbertino”, ha saputo imporre per lungo tempo la logica del terrore propria del clan su Torre Annunziata.




Un killer talmente spietato da essere temuto dagli altri clan vesuviani e partenopei. Oggi nuovi rampolli torresi aspirerebbero, incredibile ma vero , ad entrare nelle schiere del padrino mai pentito Valentino Gionta. Per chi è nato a ridosso dell’area portuale o nel centro storico, senza istruzione ne riferimenti istituzionali su cui contare il miraggio del prestigio da conquistare nel sistema appare oltremodo lusinghiero. Ed ecco che pur di sentirsi parte di qualcosa, di godere di un finto rispetto dei compaesani ( in realtà paura), ex ragazzi “di casa” si trovano oggi a scontare pene di oltre 15 anni e in alcuni casi addirittura l’ergastolo.




Questo il disastro sociale provocato dall’incuria della politica, dalla scarsa scolarizzazione e dall’inoccupazione di fatto endemica a Torre Annunziata e in buona parte dell’hinterland vesuviano. Con i sermoni e le retoriche sterili di gran parte della politica non si fermano i potenti clan della camorra : soprattutto quando, come nel caso dei Gionta, si parla di sodalizi criminali nati come costole di Cosa Nostra e diretti referenti della mafia siciliana in Campania. Come accade nelle palestre di lotta i clan torresi starebbero allenando una nuova generazioni di criminali, pusher, killer e fiancheggiatori , giovani vite da avviare al crimine in nome di una perversa logica di strada che non conosce pietà alcuna.




In sintesi : Torre Annunziata sarebbe solo all’inizio di una nuova stagione di scontri tra gruppi malavitosi che punterebbero sull’affiliazione di giovanissimi insospettabili dall’indole particolarmente violenta. Adolescenti che sognano di poter emulare le gesta criminali di ras del calibro di Umberto Onda o Alfonso Agnello , alias Cho Chio, vedendo in questi pezzi da 90 del sistema sentinelle di omertà temute e rispettate da tutti. Purtroppo la realtà è ben diversa e questi scapestrati giovani se ne accorgeranno fin troppo presto.

Alfonso Maria Liguori



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Pubblicista, con formazione scolastica classica e frequenza universitaria presso l'Ateneo Federico II di Napoli (corso di Laurea in Filosofia). Dal 2003 "Aml" è nato, giornalisticamente parlando, con il settimanale diocesano della Curia di Napoli "Nuova Stagione". Successivamente collabora con Cronache di Napoli, con Metropolis, con Napoli Più, svolgendo nel contempo attività di pubbliche relazioni e portavoce di politici. Impegnato nel sociale nel 2003 ha preso parte ad un progetto sociale per il recupero di minori a rischio promosso dall'associazione onlus "Figli in Famiglia" in collaborazione con il Tribunale per i Minori di Napoli. Ha curato eventi di solidarietà per associazioni onlus in favore di noti ospedali partenopei in collaborazione con l'Ubi Banca Popolare di Ancora. Ha diretto la trasmissione televisiva "Riflettori su Ercolano" (a sfondo sociale) per Tele Torre. Profondo conoscitore della strada e dei complessi meccanismi sociali che caratterizzano le problematiche di Napoli e della sua provincia, da anni collabora attivamente con il Gazzettino vesuviano.