Torre Annunziata, droga dall’Olanda: «Stasera arrivano cinquanta ragazze»

Un criminale scaltro e ingegnoso. Il percorso da via Zabatta alla sua abitazione, più di un chilometro, era tempestato di fotocamere

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«Stasera arrivano cinquanta ragazze». E invece erano chili di cocaina da spartire. Così Natalino Scarpa, meglio conosciuto come Natale ‘o chiattone, si riferiva ai carichi di droga in arrivo. Residente a Terzigno, 38 anni, parente del ben più noto trafficante Vincenzo ‘o professore, Scarpa era ritenuto uno dei principali referenti clan Gallo-Cavalieri di Torre Annunziata per il traffico di stupefacenti.




Un criminale scaltro e ingegnoso. Il percorso da via Zabatta alla sua abitazione, più di un chilometro, era tempestato di fotocamere. La casa, invece, era una fortezza. Per comunicare utilizzava strumenti di ultima generazione criptati, parlava in codice e usava pochissimo al telefono.

Insieme ad altri sei uomini, con ramificazioni all’estero e vasi operative stabili nell’hinterland napoletano, importava droga dall’Olanda e, con il sistema delle “puntate”, riforniva le piazze di spaccio di Secondigliano, Torre Annunziata e Lecce.




Costituita appositamente per fornire i veicoli necessari per fornire supporto logistico all’organizzazione criminale, la società di autonoleggio Pluriservice srl, con sede a San Giuseppe Vesuviano, era la base operativa della cosca. Il braccio destro e factotum di Scarpa, Alessio Cola, era depositario degli automezzi a disposizione della consorteria. Le vetture, modificate ed utilizzate per il trasporto della droga, avevano dei nascondigli negli intercapedini.

A Raffaele Chirico erano demandati i contatti con i fornitori in Olanda e il ruolo di corriere nelle importazioni, mentre Fernando Nocera e Giovanni Raffaele Patanè erano i referenti accreditati rispettivamente presso le piazze di spaccio leccesi e della zona vesuviana.




A Giovanni Chirico, invece, era affidato il compito di tagliare lo stupefacente e di “bonificare” gli ambienti e le automobili dalla possibile presenza di dispositivi di intercettazione.

In seguito alle indagini coordinate dal Procuratore Aggiunto Borrelli e dal Sostituto Procuratore Fulco della locale DDA, sono state disposte le ordinanze di custodia cautelare in carcere dal gip del tribunale partenopeo.