Carabiniere si spara un colpo alla testa: tragedia al Tribunale di Napoli

Secondo quanto si è appreso il tragico gesto sarebbe riconducibile a problemi di carattere familiare

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E’ morto il maresciallo dei carabinieri che ieri mattina , nel Tribunale di Napoli, si era sparato un colpo di pistola alla testa con l’arma di ordinanza. Pochi secondi, il tempo di portare la semiautomatica alla tempia e premere il grilletto, sono bastati a distruggere la vita di uno stimato membro della Benemerita. L’uomo, che aveva 45 anni, risiedeva nel casertano. Secondo quanto si è appreso il tragico gesto sarebbe riconducibile a problemi di carattere familiare.




All’ospedale Cardarelli, dov’è morto, il sottoufficiale era giunto a bordo di un’eliambulanza. Il maresciallo lascia la moglie e un figlio piccolo. Increduli i colleghi per il tragico gesto di un uomo che forse non ha retto ad una situazione familiare che potrebbe avergli fatto crollare il mondo addosso. Sicuramente problematiche talmente gravi da aver fatto sprofondare nella depressione il militare : a volte basta poco per cedere allo sconforto, per sentirsi falliti in tutto, incapaci di gestire la famiglia e gli affetti.

In tale condizione psicologica spesso il soggetto si allontana da amici e parenti, tenendo per se un malessere che copre fingendo di svolgere una vita regolare, mascherando emozioni e sofferenze fino al punto di non reggere più questa tremenda finzione e decidere di chiudere con la vita. Probabilmente è quello che è successo al 45enne : saranno poi gli eventi futuri a stabilire le dinamiche esatte che hanno portato il carabiniere a togliersi la vita. Un dramma che evidenzia ancora una volta l’estrema fragilità dell’animo umano sottolineando quanto sia opportuno ricorrere a professionisti esperti ai primi sintoni di depressione o di eccessivo stress mal controllato.

Alfonso Maria Liguori



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Pubblicista, con formazione scolastica classica e frequenza universitaria presso l'Ateneo Federico II di Napoli (corso di Laurea in Filosofia). Dal 2003 "Aml" è nato, giornalisticamente parlando, con il settimanale diocesano della Curia di Napoli "Nuova Stagione". Successivamente collabora con Cronache di Napoli, con Metropolis, con Napoli Più, svolgendo nel contempo attività di pubbliche relazioni e portavoce di politici. Impegnato nel sociale nel 2003 ha preso parte ad un progetto sociale per il recupero di minori a rischio promosso dall'associazione onlus "Figli in Famiglia" in collaborazione con il Tribunale per i Minori di Napoli. Ha curato eventi di solidarietà per associazioni onlus in favore di noti ospedali partenopei in collaborazione con l'Ubi Banca Popolare di Ancora. Ha diretto la trasmissione televisiva "Riflettori su Ercolano" (a sfondo sociale) per Tele Torre. Profondo conoscitore della strada e dei complessi meccanismi sociali che caratterizzano le problematiche di Napoli e della sua provincia, da anni collabora attivamente con il Gazzettino vesuviano.