Telecamere malfunzionanti durante il colpo in banca, il narcos Apicella potrebbe essere scagionato

Un buco di 10 secondi potrebbe scagionare il basista della banda che provò a svaligiare il Banco di Napoli

1602

Le telecamere della banca e quelle presenti in strada non erano sincronizzate. Ci sarebbe un buco di dieci secondi nella registrazione che potrebbe scagionare il narcos dei Monti Lattari, Rossano Apicella. E’ accusato di essere il basista della banda che entrò in azione nella rapina al Banco di Napoli, a Gragnano. Il colpo alla fine fallì per l’arrivo dei carabinieri. Secondo l’accusa, i rapinatori all’interno furono avvisati da Apicella che invece faceva il consueto “palo” all’esterno. Per questo motivo, venne arrestato, in compagnia di suo cugino, nel 2017.

Dinanzi ai giudici del Tribunale di Torre Annunziata, però, Apicella ha manifestato la sua innocenza. La difesa ha chiesto una nuova perizia sulle telecamere per capire cosa sia successo in quei dieci secondi di buco. La sua assoluzione, nel processo che lo vede imputato, potrebbe passare proprio da lì. Il narcos dei Monti Lattari si è difeso in aula spiegando: “Ero all’esterno della banca per prelevare. Non sapevo della rapina. Tutti mi conoscevano lì perchè avevo aperto da poco tempo dei conti correnti. Potete controllare”.

L’arresto nel 2016

Venne arrestato nel 2017 per aver partecipato alla rapina al Banco di Napoli. Al momento del fermo, inoltre, Apicella venne trovato in possesso di ingenti quantitativi di marijuana che erano opportunamente nascosti anche a casa di un suo amico, incensurato. Per questo motivo è accusato anche del possesso di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

Il narcos Apicella ha sicuramente un ruolo di prestigio nello scacchiere criminale dei Monti Lattari. Grazie ai suoi contatti riusciva a rifornire le piazze di spaccio del comprensorio stabiese accumulando migliaia e migliaia di euro. Lo Stato, fin dal momento del suo arresto alcuni anni fa, ha dato inizio ad una lunga lotta contro Apicella riuscendo a sequestrare ben 1 milione di euro in beni negli ultimi quattro anni. L’ultima operazione è stata condotta dalla Guardia di Finanza poche settimane fa.

Donazione sostieni il Gazzettino Vesuviano