Spaccio ed estorsioni: Castellammare e Gragnano in mano ai D’Alessandro e ai Di Martino

Tutti i dettagli della nuova relazione semestrale della Dia (Direzione Investigativa Antimafia) pubblicata quest'oggi

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d'alessandroStretti da un’alleanza, si dividono lo spaccio e le estorsioni tra Castellammare e Gragnano. Hanno a disposizione numerose terre nascoste nei Monti Lattari dove coltivare la marijuana che poi viene venduta nelle piazze di spaccio. Grazie ai contatti esteri, arriva nel comprensorio stabiese anche cocaina. I D’Alessandro, con la loro roccaforte a Scanzano, e i Di Martino, attivi tra Gragnano e Pimonte, hanno in parte monopolizzato lo scacchiere criminale nel comprensorio stabiese. L’alleanza, sancita alcuni anni fa con alcuni matrimoni tra i giovani rampolli delle cosche, regge e garantisce numerosi introiti.




E’ quello che emerge all’interno della prima relazione semestrale del 2017, pubblicata quest’oggi dalla Dia (Direzione Investigativa Antimafia). L’analisi sulla zona stabiese si è concentrata proprio su questi due potenti clan che ormai, nell’ombra, controllano gran parte del territorio. Nonostante gli arresti eccellenti tra i D’Alessandro, a gestire gli affare sarebbe la vedova del fondatore del cosca (Michele) in compagnia di altre donne, mogli dei vari ras che sono al momento in carcere. Le nuove leve dei D’Alessandro si sono trasferite lontano da Castellammare, particolarmente ad Ancona dove starebbero ampliando i propri affari.

Il clan di Scanzano, grazie ad una nuova alleanza con gli Imparato, gestisce anche il rione Savorito dove avvengono le operazioni di spaccio. Mantiene forte il proprio controllo, anche se con qualche difficoltà, nella zona dell’Acqua della Madonna. Qui, alcuni gruppi di giovani criminali sarebbero pronti a ribellarsi al dominio dei D’Alessandro. Il quartiere di Scanzano resta il “centro direzionale” della cosca dove risiedono anche tutti i membri della famiglia e gran parte degli affiliati più importanti.




Periferia nord di Castellammare sotto il controllo dei Cesarano

Castellammare, però, non è tutta in mano ai D’Alessandro. La zona nord della città è sotto il controllo dei Cesarano che estendono il proprio potere anche verso la limitrofa Pompei. Si dedicano particolarmente alle estorsioni. Dopo una lunga e sanguinosa faida con la cosca di Scanzano, i Cesarano hanno deposto le armi dividendosi le sfere di influenza della città. Sono loro a controllare Ponte Persica e alcuni rioni limitrofi.

I Di Martino a Gragnano

I Di Martino, invece, operano particolarmente nel territorio di Gragnano. Si sono spinti negli ultimi anni anche a Pimonte dove risiedono alcuni esponenti di spicco della famiglia. Tra queste due città dei Monti Lattari sono presenti le piantagioni di marijuana, vera fonte di guadagno della cosca. Numerose, però, sono state le operazioni di polizia per contrastare la coltivazione. Negli ultimi tempi, si starebbero anche interessando delle estorsioni.




Proprio a Pimonte, però, i Di Martino devono fare i conti con la nascita di una nuova cosca, quella degli Afeltra, che si starebbe dedicando particolarmente all’usura e anche alle estorsioni. La Dia, a riguardo, tiene sotto controllo questa organizzazione temendo lo scoppio di una faida.

Gennaro Esposito