Elezioni politiche, è scontro Vitiello – Di Maio. Il candidato premier: “Era un massone. Non può usare il simbolo”

Il candidato grillino con un passato nella massoneria fa discutere. Il Movimento si difende

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E’ ormai scontro tra Catello Vitiello e Luigi Di Maio in merito alle prossime elezioni politiche. L’avvocato stabiese, candidato nel collegio uninominale in Campania per la Camera con il Movimento 5 Stelle, avrebbe omesso nel curriculum un suo passato all’interno di una loggia massonica napoletana. Questo suo comportamento andrebbe contro le regole del Movimento 5 Stelle che ha sempre chiuso le porte a razzisti, omofobi e proprio ai massoni. Per questo motivo, nella giornata di ieri, i vertici dei grillini hanno provato a chiedere il ritiro della candidatura di Vitiello, senza riuscirci.




L’attacco del M5s

Nel frattempo, il candidato premier Luigi Di Maio è in Campania per il suo tour elettorale. Dopo essere stato a Salerno nella giornata di ieri, oggi si è recato a Napoli. Probabilmente, tra un impegno e l’altro, avrà sicuramente modo di affrontare il tema Vitiello che è diventato un caso nazionale.




Le posizioni del Movimento 5 Stelle sono note e sono state nuovamente confermate con un comunicato ieri sera: “Essendosi rifiutato di rinunciare spontaneamente alla candidatura e all’elezione con il M5S, Lello Vitiello viene diffidato dall’utilizzo del simbolo del M5S. Vitiello non può essere eletto con il M5S a causa della sua adesione in passato al Grande Oriente d’Italia e per non averlo comunicato al MoVimento 5 Stelle all’atto della candidatura dichiarando quindi il falso”.

Il duro comunicato di Vitiello

Lello Vitiello, però, nonostante le accuse che gli sono piovute addosso nella giornata di ieri, non molla la presa. Ha deciso di continuare per la sua strada: “Quando ho scelto di aderire al Movimento, l’ho fatto con la consapevolezza di sposare un progetto meraviglioso, caratterizzato da un tipo di politica e di trasparenza che hanno sempre contraddistinto il mio modo di vivere. E, come più volte ho detto, non avrei mai potuto aderire ad alcun altro partito o movimento politico perché sono uno dei delusi della politica tradizionale che va senz’altro rinnovata.




Come candidato in un collegio uninominale io rappresento la società civile e non comprenderò alcuna esclusione aprioristica e immotivata. Non remerò contro il Movimento ma non ho intenzione di ritirare la mia candidatura e vado avanti per la mia strada nella certezza di essere compreso da chi davvero mi conosce e crede in me”.

In merito al suo passato in una loggia massonica: “Questa breve esperienza fa parte del mio passato e posso serenamente affermare che ha segnato la mia formazione umana. Quando mi affacciai a questo mondo fui spinto dall’amore per la cultura, per l’arte e per la storia d’Italia. Dopodiché, l’impegno non collimava con la mia vita professionale perché più cresci e meno tempo hai per gli hobby. La massoneria era un hobby e ritengo che questo non possa marchiare a fuoco un uomo che si è contraddistinto per tanto altro. Ad oggi non risulto iscritto”.