Tante le polemiche mosse dai paesi vicini a Striano circa l’introduzione del biglietto d’entrata ad uno dei carnevali più belli della Campania, gemellato con Viareggio, Cento, Venezia e Putignano.

Due euro e cinquanta a persona per vedere cinque carri: una truffa!“, questa una delle tante frasi raccapriccianti che si possono leggere sui social.

A tal proposito, il presidente del carnevale Strianese Nando Prospero Ferrara, a conclusione del successo di quest’anno, ha voluto dire la sua circa le novità introdotte in questa edizione “rivoluzionaria”.

Anche quest’anno – commenta il giovane presidente – il nostro carnevale ha riscosso un grandissimo successo nonostante il numero chiuso. Abbiamo staccato nella sola serata di domenica 11 febbraio circa 2500 biglietti. Secondo le stime i partecipanti totali sono stati circa 10mila“.

Nando Prospero Ferrara, presidente del Carnevale Strianese

Possono sembrare numeri esorbitanti, ma come spiega Nando Prospero “bisogna considerare che a pagare erano soltanto i maggiorenni residenti fuori da Striano. Tutte le altre fasce erano gratuite“. Si riferisce sicuramente ai cittadini strianesi, ai bambini, ai disabili e alle persone con gravi difficoltà economiche.

Il numero chiuso, o meglio, il biglietto d’ingresso è stata una misura “necessaria per affrontare le spese della manifestazione. Il solo contributo della piccola comunità strianese non riesce a sanare i debiti di bilancio che un evento di questa portata comporta”.

Infatti, realizzare quel tipo di carri allegorici, a tema, perfetti, esclusivamente di cartapesta e lavorati nella locale cittadella del carnevale, comporta numerose spese che molto spesso sono i maestri carristi a ripianare.

E’ stato detto più volte, in più sedi istituzionali anche con gli enti regionali e nazionali, che i nostri carri sono sottopagati per la loro eccellente qualità“. Al fine di accedere ai vari finanziamenti occorre molto spesso anche avere un quadro economico ottimale della manifestazione.

Carnevale a pagamento: 2 euro non fa male a nessuno

Quasi tutti i carnevali che rientrano nel nostro circuito Carnevalia sono carnevali che hanno istituito il biglietto d’entrata o che comunque sono prossimi all’introduzione. Noi, forse, siamo stati i più rapidi ad adottare questo provvedimento” continua il presidente.

<<Il nostro è gratuito>> l’unico vanto di alcuni vicini” dichiara Nando Prospero Ferrara.

Beh, molti forse non tengono presente che i carri allegorici strianesi sono realizzati esclusivamente a Striano, che svolgono una funzione sociale coinvolgendo tanti giovani nella realizzazione, che sono di elevata qualità artistica e ingegneristica.

Chi ama divertirsi con due pupazzetti senza senso può benissimo farlo in altre realtà, a Striano si punta in alto.

Il presidente: “Siamo più onesti di chi fa spendere circa 10-15 euro per parcheggiare un’autovettura”.

Concludendo, il presidente continua “Non tollero critiche da parte di nessuno. Il costo del biglietto (€2.50) non è esorbitante e non può provocare pruriti in tasca per le famiglie“.

Infatti se consideriamo una famiglia formata da 2 genitori e da 2 bambini, il costo totale familiare ammonta a circa 5 euro in quanto i bambini sono esclusi dal pagamento.

In altre realtà il costo è nettamente superiore. “Nessuno – continua – può giudicare il lavoro gratuito di tanti giovani e meno giovani che hanno perso giorno e notte per realizzare le maestose e spettacolari opere d’arte. Che nessuno si permetta, qui nessuno intasca nulla, siate quindi ammirevoli del lavoro altrui. Con questo piccolo contributo siamo sicuramente più onesti di chi, solo per parcheggiare, fa spendere circa 10-15 euro ad autovettura”.

Si tornerà indietro?

Avendo riscosso comunque lo stesso successo degli altri anni, non si tornerà indietro – dichiara Nando Prospero Ferrara – Il biglietto è una fonte necessaria per realizzare la manifestazione e per farla crescere negli anni. E poi, è giusto che una manifestazione del genere non siano solamente i cittadini strianesi a finanziarla spendendo circa 2 euro in più ciascuno sulle tasse comunali“.

Raffaele Massa

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