Castellammare, agguato in una sala giochi: è caccia al mandante

La versione rilasciata da C.C., dopo essere stato dimesso dall'ospedale, non convince gli inquirenti

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Non si placano le indagini dei carabinieri dopo l’agguato di un 19enne in una sala giochi a Castellammare. Dopo aver arrestato il colpevole del raid, I.R., di soli 17 anni, gli inquirenti sono a lavoro per capire cosa abbia spinto il giovane a sparare il suo coetaneo. Nessuno crede alla storia d’amore finita male: c’è un motivo in più che al momento non è stato ancora scoperto. Le indagini continuano, estendendo il raggio d’azione anche ai parenti della vittima (che ha subito l’esportazione della milza).




Secondo quanto ricostruito dalle forze dell’ordine, nei giorni successivi al raid sono stati intimiditi anche alcuni parenti del 19enne. Perchè? Cosa c’è dietro l’agguato all’esterno della sala giochi? Gli inquirenti vogliono vederci chiaro e non hanno ancora chiuso le indagini continuando il proprio lavoro. La versione rilasciata da C.C., dopo essere stato dimesso dall’ospedale, non convince ancora nessuno. Così come quella del suo assalitore.




E’ sicuramente una delle indagini più complesse per i carabinieri di Castellammare di Stabia. Dietro il raid della sala giochi potrebbe nascondersi qualcosa di più pericoloso. Preoccupano particolarmente alcune minacce verso parenti del giovane vittima dell’agguato. Probabilmente, qualcuno vicino al 17enne accusato di tentato omicidio, ha deciso di intimidire la famiglia di C.C. per un motivo particolare. Motivo che gli inquirenti vogliono assolutamente scoprire.

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