Castellammare, bando di privatizzazione delle Terme di Stabia: i lavoratori incontrano il Commissario

Al centro delle richieste dei dipendenti di Terme di Stabia c’è anche la clausola sociale da inserire nel bando

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termeBando di privatizzazione delle Terme di Stabia, sorgenti e clausola sociale: sono stati questi gli argomenti trattati da una delegazione di lavoratori termali ricevuti a Palazzo Farnese da Anna Nigro, sub Commissario Prefettizio. L’incontro si è svolto quest’oggi, alla presenza anche di alcuni dirigenti, dopo che la richiesta era stata presentata successivamente alla caduta dell’amministrazione Pannullo.

“Abbiamo spiegato la questione Terme nei minimi dettagli. In modo particolare abbiamo chiesto che vengano rispettate le promesse fatte dall’ex sindaco Antonio Pannullo prima che venisse sfiduciato. Allo stesso tempo, vogliamo un incontro ufficiale con Riformed (società che dovrà redigere il piano industriale per le Terme, ndr). Come intendono procedere? Quali sono i punti di forza del bando? Noi non vogliamo che ci sia l’ennesimo fallimento come quello degli ultimi anni. Abbiamo il timore che non siano stati inseriti alcuni punti essenziali per il futuro delle Terme di Stabia” spiega il gruppo di termali. “Sono due i punti fondamentali: convenzioni e concessioni. Sono le stesse cose segnalate da Federterme, e dal suo presidente, Janotti Pecci, nel luglio del 2017. Non lo chiediamo solamente noi ma anche un organo importantissimo nell’ambito termale”.

Clausola sociale e sorgenti

Al centro delle richieste dei dipendenti di Terme di Stabia c’è anche la clausola sociale da inserire nel bando: “Devono essere tutelati i lavoratori – spiegano -. La città di Castellammare è nell’area di crisi, riconosciuta dallo Stato. L’imprenditore quindi ha vantaggi di tutti i tipi ma deve anche assumere coloro che sono stati espulsi dal ciclo produttivo. Questo vale anche per Terme. Il personale deve essere riassorbito, come ci aveva promesso Pannullo”.

I dipendenti termali hanno chiesto anche notizie in merito alle Antiche Terme. Dovevano essere effettuate delle analisi entro il 31 dicembre per accertare la salute delle acque mentre entro gennaio 2018 dovevano essere pagati gli oneri di concessione per la chiusa Vanacore. Il Comune è titolare solo di questa e avrebbe dovuto provvedere a tutti i compiti. In merito alle Antiche Terme di Stabia, i termali spiegano: “Nei pressi del parcheggio sono stati lasciati mezzi meccanici in disuso. Però sotto a quest’ultimo ci sono le sorgenti e quell’area non può essere adibita alla sosta. Bisogna intervenire”.

“Commissario disponibile”

“Il Commissario è stato disponibile e ha ascoltato le nostre richieste – concludono -. Non possiamo affidarci ad un bando a scatola chiusa. Vogliamo conoscerlo. Allo stesso tempo bisogna far ripartire subito il termalismo: le strutture ci sono. Ci riferiamo alle Antiche Terme che sono pronte per l’utilizzo. E poi anche Sint ha bisogno di introiti. Il bando potrebbe aiutarci in futuro. Vogliamo il reinserimento dei lavoratori nel ciclo produttivo come è successo in altri casi. In alcune partecipate sono stati assunti nuovi dipendenti senza avviso pubblico e senza bandi. Qualcosa non torna”.

I lavoratori, quindi, chiedono le verifiche necessario per il bando di privatizzazione che verosimilmente dovrebbe essere pubblicato in settimana. Non c’è stato, a riguardo, nessun incontro con le sigle sindacali per poter affrontare tematiche importanti come quelle relative all’inserimento di eventuali lavoratori esclusi dal ciclo produttivo. Tanti dubbi, quindi, prima della pubblicazione di un bando fondamentale per il futuro del termalismo stabiese.