Scafati,protesta degli studenti: ecco le condizioni di degrado edilizio del liceo “Caccioppoli”

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Nella giornata del 28 Febbraio, mentre decine di scuole dell’area vesuviana sono state chiuse per via del maltempo che ha colpito l’Italia negli ultimi giorni, 500 ragazzi del liceo “Renato Caccioppoli” di Scafati (SA) hanno sfidato il freddo manifestando sotto il plesso centrale, rimasto aperto dal Comune, per rivendicare il proprio diritto a vivere quotidianamente un ambiente scolastico che sia caldo e accogliente, non limitante e nemico.

Infatti gli studenti si sono riuniti nel cortile scolastico creando un momento di assemblea con i professori, il personale ATA e il dirigente scolastico denunciando la miriade di problemi di edilizia scolastica che vive il Liceo. Infatti all’interno del plesso centrale vi sono molte aule dove i termosifoni non riescono ad essere sufficiente caldi, costringendo i ragazzi a lezioni con temperature di molto sotto alla media consentita dalla legge 23/1996. Ci sono invece aule all’ultimo piano in cui ci sono vere e proprie infiltrazioni d’acqua che vengono limitate con i secchi, ma che rendono le classi inagibili per la possibile caduta di intonaco che ricopre il soffitto e le stesse pareti. Inoltre ci sono finestre in cui entra l’acqua piovana, porte rotte, bagni spesso non funzionanti. Le succursali però non sono in condizioni migliori.

L’Istituto situato a Via Sant’Antonio Abate, che per la cronaca continua ad essere una fabbrica di pomodori per 4 mesi l’anno, alla situazione surreale che sottopone i ragazzi ai quotidiani odori e rumori della fabbrica vicina, si aggiungono temperature spesso più basse anche dello stesso plesso centrale. Discorso analogo vale per le 4 classi situate al secondo piano della scuola media “Tommaso Anardi”, dove i più piccoli sono costretti a frequentare le lezioni gelando lontani dalla vita liceale.

Il tutto diviene molto più grave pensando alla palestra che dopo anni e anni diventa sempre più un relitto abbandonato a se stesso, alle aule costruite col cartongesso dove prima si situava la biblioteca rendendo l’edificio centrale sempre più in pericolo e pericolante. All’assemblea i soggetti interessati hanno risposto bene, convincendosi ad agire nei confronti di una Provincia che alle continue denunce e inchieste si è rivelata sorda e incapace di amministrare. A questo momento di sfogo studentesco come conseguenza ci sarà la richiesta di incontro con l’ente amministrativo provinciale da parte dei rappresentanti d’istituto, i quali non accetteranno i soliti discorsi politicanti propinati negli ultimi due anni.

Inoltre sarà convocato nei prossimi giorni un comitato formato dai rappresentanti dei genitori per unire in questa lotta tutte le componenti scolastiche, per creare un qualcosa di veramente significativo che induca la provincia a superare le solite scuse dichiarate e agire in maniera materiale e incisiva all’interno dell’edilizia scolastica Scafatese, mai ora come argomento di prim’ordine, risolvendo il problema del sovraffollamento, della succursale-fabbrica e della decadenza dei nostri istituti.

I rappresentanti d’istituto: Alfonso Romano, Tommaso D’Ambrosio, Gianmarco Silvano, Elio Falanga