Criticità funzionali per il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere

Finalmente, dopo anni di rinvii, in primavera sarà operativo il trasferimento del settore civile dalla vecchia sede

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Criticità funzionali per il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere : un andazzo che durerebbe ormai da tempo penalizzando fortemente la qualità dei servizi istituzionali svolti all’interno dello stesso sito. “”Al superamento della spaccatura sammaritana generata negli ultimi anni dal cambio di gestione dell’Ordine Forense- ha precisato l’avvocato Bice Salvatore – non fa eco purtroppo il superamento di alcune criticità evidenziatesi presso il Tribunale locale e che si cerca di risolvere attraverso iniziative di fattiva collaborazione tra avvocati e magistrati.




Finalmente, dopo anni di rinvii, in primavera sarà operativo il trasferimento del settore civile dalla vecchia sede (un plesso condominiale) nella ex Caserma M.Fiore fresca di ristrutturazione mentre il settore penale, a data da destinarsi, verrà trasferito dall’attuale location (che è edificio giudiziario per natura) nella struttura di un ex convento. Quale logica guidi i tecnici del demanio e del Comune di S.Maria C.V. in tali scelte non è dato sapere; ci si preoccupa di riservare ampie sale con servizi dedicati all’avvocatura nella nuova sede, mentre si trascura l’annoso problema dei parcheggi nelle aree di pertinenza degli edifici giudiziari che risultano sempre essere collocati nel cuore storico e nevralgico di una città che non ha trasporto pubblico locale, rendendo così per tutti, operatori e cittadini, un’odissea il raggiungere e sostare per fruire del servizio giustizia”.

Con l’abilità di un grande pittore la nota toga dell’alto casertano delinea i connotati di un quadro per nulla esaltante che evidenzia nel contempo logiche decisionali da parte degli organi competenti quanto meno discutibili. “Quanto al caos di gestione delle udienze civili – ha concluso Salvatore – lo stesso sembrerebbe , il condizionale è d’obbligo, superato con il protocollo d’intesa del dicembre scorso siglato dal Presidente del COA e dal Presidente del Tribunale; per rendere più efficienti le udienze ed ottimizzare le risorse umane a disposizione (magistrati ed operatori di cancelleria) i giudizi civili da trattare vengono accorpati per fasce orarie diversificate in ragione degli adempimenti (loro natura e prevedibile durata), trattazione singola dei giudizi a porte chiuse, nessuna distrazione, nessun uso di cellulare da parte degli avvocati in aula, tutto deve scorrere velocemente ed efficientemente, senza indugio e senza ritardi.




E se questa tabella di marcia venisse stravolta per motivi contingenti ed il ritardo diventare abnorme? Nessun problema, il giudice avvisa gli avvocati in attesa e fissa un rinvio; in altri termini, vi è un tempo di permanenza in aula ed io avvocato- benché abbia organizzato la mia giornata lavorativa e diligentemente becco un “time out contingente” e torno al mio studio con un rinvio che il cliente non comprenderà mai. Ma l’avvocato dell’era aziendalista della P.A. deve prendere atto, credere e sperare che il nuovo management del sistema giustizia dia presto i suoi frutti”.

Alfonso Maria Liguori



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Pubblicista, con formazione scolastica classica e frequenza universitaria presso l'Ateneo Federico II di Napoli (corso di Laurea in Filosofia). Dal 2003 "Aml" è nato, giornalisticamente parlando, con il settimanale diocesano della Curia di Napoli "Nuova Stagione". Successivamente collabora con Cronache di Napoli, con Metropolis, con Napoli Più, svolgendo nel contempo attività di pubbliche relazioni e portavoce di politici. Impegnato nel sociale nel 2003 ha preso parte ad un progetto sociale per il recupero di minori a rischio promosso dall'associazione onlus "Figli in Famiglia" in collaborazione con il Tribunale per i Minori di Napoli. Ha curato eventi di solidarietà per associazioni onlus in favore di noti ospedali partenopei in collaborazione con l'Ubi Banca Popolare di Ancora. Ha diretto la trasmissione televisiva "Riflettori su Ercolano" (a sfondo sociale) per Tele Torre. Profondo conoscitore della strada e dei complessi meccanismi sociali che caratterizzano le problematiche di Napoli e della sua provincia, da anni collabora attivamente con il Gazzettino vesuviano.