Terme di Stabia, 100mila euro bruciati per il concordato: il Comune non sarà risarcito

Gli atti del consiglio comunale e della giunta che hanno autorizzato la spesa, saranno inviati alla Corte dei Conti per constatare eventuali errori o danni erariali

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termeIl Comune di Castellammare non riceverà i 100mila euro che sono stati utilizzati per presentare il concordato per salvare la partecipata Terme di Stabia. A deciderlo è stato il Tribunale di Torre Annunziata che non ha inserito l’Ente stabiese nell’elenco dei creditori. Una grana per il Comune che sperava di riavere quei soldi pubblici così da alleggerire il bilancio. Tuttavia, gli atti del consiglio comunale e della giunta che hanno autorizzato la spesa, saranno inviati alla Corte dei Conti per constatare eventuali errori o danni erariali.




A distanza di anni emergono nuovi dettagli dopo il fallimento di Terme di Stabia maturato sotto l’era Cuomo. Il sindaco del Partito Democratico aveva l’obbligo di salvare la partecipata comunale che aveva un debito di 12 milioni di euro. L’amministrazione decise di utilizzare il concordato così da congelare i debiti e salvare il patrimonio immobiliare. Ma si rivelò un flop: la procedura non venne ritenuta giuridicamente valida. Fu così, quindi, che Terme di Stabia si ritrovò fallita.

Federterme: “Fallimento assurdo”

A commentare quei giorni, e quelle discutibili decisioni politiche, è stata anche Federterme che negli incontri che si sono tenuti nei mesi scorsi ha più volte attaccato l’amministrazione comunale. “Con quei bilanci far fallire le Terme di Stabia è stato un errore gravissimo”. All’epoca fatturavano circa 6 milioni di euro l’anno e con un programma di recupero adeguato, proposto dai lavoratori e dalle opposizioni, si poteva salvare il patrimonio termale stabiese. Così non è stato ed ora da anni si prova senza successo a far ripartire il tutto.




100mila euro non restituiti

I 100mila euro presentati dal Comune di Castellammare non saranno restituiti. Un duro colpo per l’economia comunale che sperava in una risposta positiva del Tribunale di Torre Annunziata. Ma dopo il caos scoppiato nei giorni scorsi con le delibere sul personale dell’amministrazione Pannullo, anche su Terme di Stabia indaga la Corte dei Conti che prova a far luce sulla vicenda. La questione termalismo tiene ancora banco e gli ultimi avvenimenti potranno paralizzare anche la prossima campagna elettorale per le amministrative di maggio 2018.



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