Gli abitanti di Herculaneum, la cura del corpo e l’alimentazione: ecco le eccellenze della ricerca

Tiziana Brancaccio , laureanda in biologia, ramo cellulare e fisiopatologico presso la Federico II, Marzia Montella, dottoressa in Archeologia e beni culturali

0
2690

Tiziana Brancaccio , laureanda in biologia, ramo cellulare e fisiopatologico presso la Federico II, Marzia Montella, dottoressa in Archeologia e beni culturali: due risorse umane ercolanesi che in nome della ricerca e dell’amore per i luoghi hanno iniziato una ricerca scientifica finalizzata al ritrovamento di reperti che testimonino la presenza nel territorio degli Scavi di Ercolano di prodotti interessanti per la dieta mediterranea e la cura delle malattie per la pelle mediante il benessere psicofisico.




Una sorta di articolato viaggio nel tempo condotto con la massima professionalità che evidenza il livello raggiunto dalla civiltà classica nella preservazione della salute fisica attraverso l’assimilazione di particolari alimenti. “I Romani erano soliti – hanno dichiarato Montella e Brancaccio – mangiare cibo ricco di Selenio come le ostriche trovandosi a diretto contatto con il mare, olio che tra l’altro commerciavano (come testimoniano le immagini sulle pareti degli stessi Scavi), cereali molto diffusi ma soprattutto frutta secca come i fichi che venivano essiccati e bagnati nel miele.

La ricerca scientifica ci ha condotto ad immaginare il “popolo del bello” attento alla pelle ed alla cura per il corpo contrastando i radicali liberi (di cui ovviamente ignoravano l’esistenza). A favorire inoltre gli abitanti di Herculaneum il clima del Miglio d’oro che tra l’altro preveniva le patologie dell’apparato cardio circolatorio. Sono ancora in corso studi presso i Laboratori della Federico II su come fattori climatici e alimentazione possano interagire con la genetica e addirittura sul fenotipo delle prossime generazioni. Questo studio genetico del DNA autosomico o dei cromosomi sessuali, ossia dei gruppi uniparentali (mtDNA e Y), che non sono ricombinabili, indipendentemente che sia in riferimento alle popolazioni più in generale o ad un singolo individuo, prende in considerazione il genotipo, ossia le informazioni ereditarie che compongono il DNA.




Questa via scientifica è forse più efficace per la ricerca dell’origine e dell’evoluzione dei popoli per tracciare ad esempio le rotte migratorie e i gradi di parentela tra le differenti popolazioni esaminate, mentre solo in piccola parte è in grado di definire il fenotipo di un singolo individuo, che invece risente del clima e dell’ambiente in qui cresce”. Orgoglio della comunità ercolanese e dell’intera fascia vesuviana Marzia Montella e Tiziana Brancaccio rappresentano la qualità delle nuove leve indigene dotate di potenzialità professionali e produttive incommensurabili. Fulcri positivi sui quali far ruotare il rinnovamento qualitativo di un’Ercolano che vanta duemila anni di storia.

Alfonso Maria Liguori



Condividi
PrecedenteTerme di Stabia, ancora ritardi per il bando di privatizzazione: sarà pubblicato il 16 marzo?
SuccessivoCava de’ Tirreni: grande successo per la terza edizione di Direzione Turismo
avatar
Pubblicista, con formazione scolastica classica e frequenza universitaria presso l'Ateneo Federico II di Napoli (corso di Laurea in Filosofia). Dal 2003 "Aml" è nato, giornalisticamente parlando, con il settimanale diocesano della Curia di Napoli "Nuova Stagione". Successivamente collabora con Cronache di Napoli, con Metropolis, con Napoli Più, svolgendo nel contempo attività di pubbliche relazioni e portavoce di politici. Impegnato nel sociale nel 2003 ha preso parte ad un progetto sociale per il recupero di minori a rischio promosso dall'associazione onlus "Figli in Famiglia" in collaborazione con il Tribunale per i Minori di Napoli. Ha curato eventi di solidarietà per associazioni onlus in favore di noti ospedali partenopei in collaborazione con l'Ubi Banca Popolare di Ancora. Ha diretto la trasmissione televisiva "Riflettori su Ercolano" (a sfondo sociale) per Tele Torre. Profondo conoscitore della strada e dei complessi meccanismi sociali che caratterizzano le problematiche di Napoli e della sua provincia, da anni collabora attivamente con il Gazzettino vesuviano.