Spaccio a Torre Annunziata, Scafati, Salerno: i narcos coinvolti rimediano 33 condanne

Dieci anni per i narcos torrese Alfonso Fiorente, zio del più celebre Pasquale attualmente in stato di detenzione in Cile, e Adriano Manca, altra figura apicale del narcotraffico

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Linea dello spaccio Torre Annunziata, Scafati, Salerno : i narcos coinvolti rimediano 33 condanne e 7 assoluzioni. In tutto 234 anni di carcere al termine di un maxi processo svolto con rito abbreviato che ieri ha portato al pesante verdetto firmato dal giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Salerno Ubaldo Perrotta. Dieci anni per i narcos torrese Alfonso Fiorente, zio del più celebre Pasquale attualmente in stato di detenzione in Cile, e Adriano Manca, altra figura apicale del narcotraffico .




Duramente colpiti anche i salernitani : 14 anni di reclusione per Domenico Lamberti e Manuele Barbone, 15 per Mario Trovato. Per la DDA Trovato, Barbone e Lamberti erano i reggenti di 3 gruppi criminali accusati a vario titolo dei reati di spaccio e rapine. La vicenda giudiziaria aveva preso il via in seguito proprio a rapine effettuate in negozi, sale scommesse e bar situati tra Salerno e Pontecagnano. In pratica i clan con questo stratagemma criminale facevano cassa per poi investire nello spaccio di stupefacenti.




Eccezionale il lavoro di intelligence svolto dalle forze dell’ordine con l’ausilio di intercettazioni telefoniche e ambientali che hanno permesso di far piena luce su organizzazioni rilevanti legate allo spaccio di stupefacenti. Un business enorme che avrebbe consentito a potenti clan campani di investire in società di comodo per ripulire i proventi delle attività illecite, riuscendo nel contempo a mantenere affiliati e familiari dei detenuti. Sul libro paga della mega organizzazione figurerebbero insospettabili professionisti del vesuviano ( non solo) e infedeli servitori dello Stato: grazie alla disponibilità economica il sistema riusciva con facilità a insinuarsi in ogni strato della società corrompendo di volta in volta i personaggi utili alla causa.

Alfonso Maria Liguori

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Pubblicista, con formazione scolastica classica e frequenza universitaria presso l'Ateneo Federico II di Napoli (corso di Laurea in Filosofia). Dal 2003 "Aml" è nato, giornalisticamente parlando, con il settimanale diocesano della Curia di Napoli "Nuova Stagione". Successivamente collabora con Cronache di Napoli, con Metropolis, con Napoli Più, svolgendo nel contempo attività di pubbliche relazioni e portavoce di politici. Impegnato nel sociale nel 2003 ha preso parte ad un progetto sociale per il recupero di minori a rischio promosso dall'associazione onlus "Figli in Famiglia" in collaborazione con il Tribunale per i Minori di Napoli. Ha curato eventi di solidarietà per associazioni onlus in favore di noti ospedali partenopei in collaborazione con l'Ubi Banca Popolare di Ancora. Ha diretto la trasmissione televisiva "Riflettori su Ercolano" (a sfondo sociale) per Tele Torre. Profondo conoscitore della strada e dei complessi meccanismi sociali che caratterizzano le problematiche di Napoli e della sua provincia, da anni collabora attivamente con il Gazzettino vesuviano.