Napoletani scomparsi in Messico, le donne “pronte a partire”

Nel messaggio, letto dalla moglie di Raffaele Russo, il primo napoletano di cui si sono perse le tracce, vengono usate parole dure contro le istituzioni

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Da troppo tempo attendono notizie, dicono di essere state abbandonate e di essere pronte a partire per il Messico per cercare, in prima persona, a costo di qualsiasi rischio, i propri congiunti scomparsi: video appello al Capo dello Stato e al Ministro dell’Interno, sui social, delle donne delle famiglie dei tre italiani scomparsi in Messico dallo scorso 31 gennaio. Nel messaggio, letto dalla moglie di Raffaele Russo, il primo napoletano di cui si sono perse le tracce, vengono usate parole dure contro le istituzioni.




Domani, intanto, l’avvocato delle famiglie, Luigi Ferrandino ha indetto una conferenza stampa alle 10, davanti l’abitazione delle due famiglie, a Napoli, per illustrare gli sviluppi dell’attività investigativa. Ricordiamo ancora una volta che a non aver fatto ad oggi ritorno dal Messico sono il 60enne Raffaele Russo, suo figlio Antonio e suo nipote Vincenzo Cimmino, rispettivamente di 25 e 29 anni. Una brutta vicenda che vedrebbe coinvolti anche alcuni esponenti della polizia messicana. I familiari sperano in un lieto fine di quello che giorno per giorno si starebbe trasformando in un incubo. Una task force dell’Interpol già nei prossimi giorni potrebbe partire per il Messico e affiancare gli investigatori messicani per fare luce sulla sorte dei tre italiani di cui non si hanno più notizie dallo scorso 31 gennaio.




E sarebbe stato individuato anche uno dei membri del cartello criminale che ha rapito i tre napoletani. «Questo don Angel, di cui si è parlato nei giorni scorsi, secondo quanto emerso dalle nostre indagini è persona nota alle forze dell’ordine e sarebbe un riferimento del cartello criminale che si sostiene abbia sequestrato i nostri connazionali – ha dichiarato l’avvocato Ferrandino – non sappiamo ancora se sia stato ascoltato semplicemente perché motivi investigativi suggeriscono di non diffondere informazioni in merito a questa attività».

Alfonso Maria Liguori



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Pubblicista, con formazione scolastica classica e frequenza universitaria presso l'Ateneo Federico II di Napoli (corso di Laurea in Filosofia). Dal 2003 "Aml" è nato, giornalisticamente parlando, con il settimanale diocesano della Curia di Napoli "Nuova Stagione". Successivamente collabora con Cronache di Napoli, con Metropolis, con Napoli Più, svolgendo nel contempo attività di pubbliche relazioni e portavoce di politici. Impegnato nel sociale nel 2003 ha preso parte ad un progetto sociale per il recupero di minori a rischio promosso dall'associazione onlus "Figli in Famiglia" in collaborazione con il Tribunale per i Minori di Napoli. Ha curato eventi di solidarietà per associazioni onlus in favore di noti ospedali partenopei in collaborazione con l'Ubi Banca Popolare di Ancora. Ha diretto la trasmissione televisiva "Riflettori su Ercolano" (a sfondo sociale) per Tele Torre. Profondo conoscitore della strada e dei complessi meccanismi sociali che caratterizzano le problematiche di Napoli e della sua provincia, da anni collabora attivamente con il Gazzettino vesuviano.