Femminicidio di Terzigno, chi ha armato l’omicida-suicida Pasquale Vitiello?

Al momento non si escluderebbe alcuna pista, da un acquisto effettuato all’interno del Piano Napoli a Boscoreale, notoriamente ad alta presenza malavitosa, ad una compra vendita con alcuni extracomunitari

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Il suicidio di Pasquale Vitiello, l’uomo che si è tolto la vita con un colpo di pistola calibro 22 alla testa dopo aver ucciso la moglie sparandole in mezzo agli occhi con la stessa arma dinanzi alla scuola elementare che frequenta la figlia di 9 anni a Terzigno, ha drammaticamente chiuso una vicenda che ha scosso profondamente le comunità di Boscoreale e Terzigno. Gli inquirenti però non avrebbero archiviato il caso : gli 007 dell’Arma starebbero infatti tentando di risalire a chi avrebbe fornito a Vitiello la pistola di piccolo calibro con matricola abrasa.




Al momento non si escluderebbe alcuna pista, da un acquisto effettuato all’interno del Piano Napoli a Boscoreale, notoriamente ad alta presenza malavitosa, ad una compra vendita con alcuni extracomunitari che potrebbero aver ceduto l’arma a Vitiello per poche centinaia di euro. Due famiglie distrutte: chi conosceva l’uomo stenta a credere a quanto accaduto. Ora l’attenzione è concentrata sulla figlia della coppia per offrire massima assistenza, materiale e psicologica, a chi improvvisamente è stata privata degli affetti più cari nel modo più drammatico. Straziante il saluto rivolto alla mamma dalla piccola : “ L’amore che mi hai dato non volerà via con te. Mi mancherai infinitamente. Ciao mamma”. Una brutta storia, di quelle che non vorremmo raccontare mai.




Tante le cause a monte di un malessere sociale che ormai troppo spesso degenera in dramma, segnando irreparabilmente il cammino terreno di chi lo subisce. La società civile dovrebbe interrogarsi seriamente sulle cause di un simile sfacelo che ormai segna il Paese da Nord a Sud. Rivolgiamo un pensiero umile ma sincero alla Signora Immacolata Villani : riposi in pace, siamo certi che da un mondo migliore del nostre vigilerà sempre sulla sua famiglia e in particolar modo su sua figlia che la ricorderà sempre con infinito amore.

Alfonso Maria Liguori



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Pubblicista, con formazione scolastica classica e frequenza universitaria presso l'Ateneo Federico II di Napoli (corso di Laurea in Filosofia). Dal 2003 "Aml" è nato, giornalisticamente parlando, con il settimanale diocesano della Curia di Napoli "Nuova Stagione". Successivamente collabora con Cronache di Napoli, con Metropolis, con Napoli Più, svolgendo nel contempo attività di pubbliche relazioni e portavoce di politici. Impegnato nel sociale nel 2003 ha preso parte ad un progetto sociale per il recupero di minori a rischio promosso dall'associazione onlus "Figli in Famiglia" in collaborazione con il Tribunale per i Minori di Napoli. Ha curato eventi di solidarietà per associazioni onlus in favore di noti ospedali partenopei in collaborazione con l'Ubi Banca Popolare di Ancora. Ha diretto la trasmissione televisiva "Riflettori su Ercolano" (a sfondo sociale) per Tele Torre. Profondo conoscitore della strada e dei complessi meccanismi sociali che caratterizzano le problematiche di Napoli e della sua provincia, da anni collabora attivamente con il Gazzettino vesuviano.