Risolto il mistero dei dischetti sulle coste: provenivano dal depuratore di Paestum

Le indagini al momento sono finalizzate ad accertare quali siano state la cause della fuoriuscita dei "carrier" e quale sia il livello inquinante del fenomeno

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L’impianto di depurazione di Capaccio-Paestum è stato sottoposto a sequestro dalla Capitaneria di Porto di Salerno, su disposizione della Procura della Repubblica presso il tribunale. Da quell’impianto sono fuoriusciti i dischetti di plastica (“carrier”) poi trovati su gran parte delle coste tirreniche, in particolare sui litorali calabresi, campani, laziali e toscani. Le indagini al momento sono finalizzate ad accertare quali siano state la cause della fuoriuscita dei “carrier” e quale sia il livello inquinante del fenomeno. Da qui il sequestro dell’impianto che blocca il pericolo di ulteriori fuoriuscite.




“Nel corso dell’intensa attività ricognitiva presso gli assi fluviali (Sele, Mingardo, Lambro, Irno, Tusciano, Volturno, Sarno, Carigliano) ricadenti nel territorio di giurisdizione delle Capitanerie di porto di Napoli, Salerno e Gaeta – recitava una nota della Guardia costiera – è stata accertata, nelle vicinanze di un impianto di depurazione collocato in prossimità della foce del Sele e sugli argini dello stesso fiume, una ingente concentrazione di tali filtri. Dalle ulteriori verifiche svolte presso il depuratore sospetto , il personale della Guardia Costiera ha potuto accertare l’avvenuta fuoriuscita dei filtri che, a causa di un cedimento strutturale di una vasca dell’impianto, si sono riversati nel fiume Sele per poi confluire nel Mar Tirreno, dove per effetto delle correnti si sono distribuiti lungo le coste della Campania e del Lazio, fino a raggiungere il litorale meridionale della Toscana”.




“ L’intervento tempestivo della magistratura e della Capitaneria di Porto, che hanno immediatamente messo sotto sequestro l’impianto di depurazione di Capaccio responsabile della fuoriuscita di centinaia di migliaia di filtri di plastica che hanno invaso le coste del golfo e delle isole di Capri, Ischia e Procida, ha evitato ulteriori pericoli per l’ambiente. Chiedo adesso che siano appurate le responsabilità di un incidente così grave che avrebbe potuto provocare seri danni alla fauna marina e ai delicatissimi ecosistemi del nostro mare”. Lo ha dichiarato il consigliere regionale dei Verdi, Francesco Emilio Borrelli, appena appreso del sequestro attuato dalla magistratura. Morale : impianto di depurazione posto sotto sigilli dalle autorità e ulteriori indagini per individuare eventuali responsabilità individuali degli addetti ai lavori.

Alfonso Maria Liguori



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Pubblicista, con formazione scolastica classica e frequenza universitaria presso l'Ateneo Federico II di Napoli (corso di Laurea in Filosofia). Dal 2003 "Aml" è nato, giornalisticamente parlando, con il settimanale diocesano della Curia di Napoli "Nuova Stagione". Successivamente collabora con Cronache di Napoli, con Metropolis, con Napoli Più, svolgendo nel contempo attività di pubbliche relazioni e portavoce di politici. Impegnato nel sociale nel 2003 ha preso parte ad un progetto sociale per il recupero di minori a rischio promosso dall'associazione onlus "Figli in Famiglia" in collaborazione con il Tribunale per i Minori di Napoli. Ha curato eventi di solidarietà per associazioni onlus in favore di noti ospedali partenopei in collaborazione con l'Ubi Banca Popolare di Ancora. Ha diretto la trasmissione televisiva "Riflettori su Ercolano" (a sfondo sociale) per Tele Torre. Profondo conoscitore della strada e dei complessi meccanismi sociali che caratterizzano le problematiche di Napoli e della sua provincia, da anni collabora attivamente con il Gazzettino vesuviano.