Luigi Leonardi, imprenditore antipizzo, torna a Striano

Non è colpa della magistratura, degli inquirenti, delle forze armate, dello stato. La colpa è di ognuno di noi se la mafia oggi è la prima azienda in Italia.

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luigi leonardi

Si è tenuto il 21 marzo scorso l’incontro degli alunni dell’Istituto superiore Striano – Terzigno con Luigi Leonardi, imprenditore antiracket.

L’evento rientra nel programma di lotta alla criminalità e di difesa della legalità della scuola da poco divenuta autonoma a Striano.

In una giornata importantissima, quella della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie indetta da Libera il 21 marzo, Luigi Leonardi è voluto tornare alla destra del fiume Sarno per parlare ancora una volta ai ragazzi, così come ha fatto più volte anche negli anni scorsi anche con gli alunni del locale istituto comprensivo.

Luigi Leonardi, giovane imprenditore nel settore dell’illuminotecnica che in pochi anni, tra il 1997 e il 2002, ha aperto cinque negozi e ben due fabbriche.

Grande è stata l’emozione suscitata dal racconto delle vicissitudini di quest’ultimo, la cui vita è stata messa gravemente a rischio negli ultimi anni a causa delle organizzazioni criminali.

Tra la storia raccontata e qualche battuta per smorzare i toni gravi del racconto, cogliamo l’occasione per fare qualche domanda ad uno dei 70 circa testimoni di giustizia italiani.

Luigi, riesci a respirare qui a Striano profumo di legalità e cattivo odore di criminalità?

La delinquenza si sente e si vede sempre. Purtroppo noi questo fenomeno l’abbiamo normalizzato. Non ti riesci a rendere conto del contrario perché cambiare la mentalità camorristica è complicato, ci vuole tempo e tanto coraggio, forza e tanta passione.

Come dice il famoso proverbio “fa più rumore un albero che cade di una foresta che cresce”. E’ una questione di tempo: sono convinto che la fine di questa storia non la vedrò.

Mi auguro però di dare ai ragazzi un messaggio: la rivoluzione è nelle loro mani, nelle mani dei loro figli e dei loro nipoti. La criminalità si respira ma la puzza non ci fa manco più schifo.

Cosa speri possa nascere dagli incontri che quotidianamente hai con i giovani e con gli studenti?

Il mio obiettivo è di far capire alle persone e, in special modo, ai ragazzi che da uomini prima che da cittadini abbiamo delle responsabilità. Il voltare pagina è nelle loro mani e in nessun altro.

Voglio far capire che nella società odierna il fenomeno camorristico non è normale. E’ normale denunciare, è normale credere nel giusto, è normale apportare le modifiche opportune affinché la giustizia abbia il senso del giusto.

Se riesco a convincere anche solo una persona quest’oggi tra gli alunni presenti io sono un vincente, non ho bisogno di altro.

Quali azioni pratiche si possono mettere in campo per lottare con pugno fermo?

Il coraggio delle proprie azioni. Ognuno deve prendersi la propria responsabilità.

Non è colpa della magistratura, degli inquirenti, delle forze armate, dello stato. La colpa è di ognuno di noi se la mafia oggi è la prima azienda in Italia.

Successo dunque per un’altra giornata di legalità a Striano. Presenti all’incontro la vicesindaco professoressa Elisa Eleonora Boccia e il dirigente scolastico professor Rosario Cozzolino.

“Il primo obiettivo della scuola è di formare gli uomini del domani” dichiara il preside strianese. “Questo – continua – è lo spirito che muove le iniziative della nostra scuola”.

Raffaele Massa