Intervista alla napoletana “tres chic” Noemi Montanaro, protagonista del docu-reality “Mamma, che riccanza”

Per chi volesse conoscerla un po’ di più, ecco l’intervista a 360 gradi che ci ha rilasciato. Un concentrato di pensieri e tematiche che i nostri lettori potranno assaporare restando con il fiato sospeso fino alla fine!

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Il mondo dei reality che imperversa sul piccolo schermo ci dà l’opportunità di conoscere nuovi personaggi. Stavolta “on the stage” c’è la raffinatissima Noemi Montanaro, napoletana di Posillipo, caduta nella “rete” de il Gazzettino vesuviano. Personalità caleidoscopica e non banale, la 32enne Noemi si confessa in una intervista “open mind” che ci concede con grande entusiasmo, mentre la cogliamo al volo appena arrivata in Israele.




Noemi Montanaro rappresenta la quintessenza della versatilità essendo impegnata in molteplici campi dell’arte e della moda. Famosa una propria linea di borse “dernier cri”, con una griffe tutta sua. Oltre alla sua attività di imprenditrice, Noemi è anche madre di una splendida bimba, a cui dà tutta se stessa. Altri segni distintivi per Noemi sono, noblesse oblige, l’appartenenza ad una famiglia aristocratica napoletana di altissimo spessore culturale e il praticare sport come l’equitazione decisamente “a la page”.

“The last but not the least” è che Noemi è anche una “pole dancer” davvero in gamba. Diavolo ed acquasanta oseremmo dire! I suoi profili Facebook e Instagram sono un crogiolo di immagini e pensieri che la giovane Noemi condivide giornalmente con i suoi follower. Per chi volesse conoscerla un po’ di più, ecco l’intervista a 360 gradi che ci ha rilasciato. Un concentrato di pensieri e tematiche che i nostri lettori potranno assaporare restando con il fiato sospeso fino alla fine! Un paragone calcistico per la bella ed intelligente Noemi? Un melange esplosivo di Messi e Cristiano Ronaldo, per un’artista che spacca tutti gli schemi.

Quanto la partecipazione al programma TV “Mamma che riccanza” ha inciso nella tua carriera di artista a tutto tondo e a contribuire alla tua notorietà?

“In realtà si è trattato di un rapporto inversamente proporzionale. È stata la mia carriera artistica che ha determinato in grossa parte il mio lifestyle a creare interesse negli autori del programma”.




Ci racconti un divertente aneddoto da dietro le quinte capitato nel corso della tua partecipazione al programma su Mtv?

“Posso raccontare che mentre ero nei camerini con Sabrina, altra protagonista di “Riccanza”, in attesa di registrare i nostri confessionali, Nicola (il mio amico chiamato in confessionale a raccontare la mia persona) non aveva compreso che l’uomo con il quale aveva inteso flirtare fosse il marito della concorrente romana”.

Cosa ti ha insegnato la partecipazione a questo programma?

“La partecipazione televisiva è stata un’occasione per riflettere in terza persona, ma soprattutto capire come ti osservano gli altri. In un momento di crisi economica e sociale l’eccezione che incarna lo sfarzo e la leggerezza “sbrilluccicante” ti fa capro espiatorio di un rancore sociale enorme. In tal senso tengo a specificare che non ho compreso tanto accanimento da parte di “haters” rispetto l’essere privilegiate perché vero che siamo “money spenders” , ma specialmente per questa fascia d’età (differente dai 20enni di Riccanza) siamo anche professionalmente realizzate e perciò “money makers”. Spendiamo quanto guadagniamo”.




Dove trovi ispirazione per la tua attività di artista?

“Diversamente da quanto è parso, io non ho alcuna forma di snobismo verso il cosiddetto “popolino”. La mia ispirazione è molto trasversale. Può venirmi dallo scambio culturale alto che ricevo vedendo un film premiato a Cannes come quello dello scorso anno, come dall’attraversare un mercato ittico. Forse è proprio in questa trasversalità di scambio e riciclo di continuo che trovo la mia espressione originale: aristocrazia e popolo, sacro e profano, trash e sofisticato. Un po’ Dolce&Gabbana, concettualmente”.

L’essere trasgressiva fa parte del tuo personaggio o ti viene naturale essere al centro dell’attenzione?

“Sono per natura esibizionista. Credo sia in parte genetica. Sono vissuta nel mito di un padre “bon vivant”, brillantissimo, molto califfo-style. Il narcisismo è stata un’evoluzione naturale della specie. Trasgressivo è il modo in cui mi leggono gli altri. Io mi definisco originale. Non scontata”.

Come è il tuo rapporto con i “social”?

“I social media ci hanno reso tutti “trasparenti”, e hanno concorso ad una cultura individualista-narcisista anche nella persona media la cui vita non avrebbe alcuna necessità di essere spettacolarizzata. I social media hanno creato il fantasma paranoico del sentirsi tutti sempre sotto osservazione. Nessuno è sincero. Siamo la teorizzata società dello spettacolo come ci definiva Debord. Nulla è informazione, nulla racconta emozioni ma solo la propria esteriorizzazione. Io stessa risucchiata nel sistema soffro a tratti l’angoscia della trasparenza, a tratti quella della dissoluzione (non esistere mediaticamente)”.




Ti senti invidiata per il tuo status sociale ? Hai avuto delle evidenze in merito?

“Come ho già detto, sono stati moltissimi i commenti negativi degli “haters”. Quanto mi ha rattristato osservare è quale fondo di ridicolezza avessero e di scarso costrutto. Guardare “Riccanza” e criticarne la mancanza di contenuti intellettuali non ha molto senso. Io se voglio guardare cultura piuttosto seguo Art o History Channel”.

C’è un aforisma in cui ti riconosci e perché?

“Più che un aforisma c’è una dedica che il poeta futurista Marinetti fece alla Marchesa Casati della quale molti amici mi sentono reincarnazione descrivendola così “Occhi lenti di giaguaro che digeriscono al sole gabbie d’acciaio divorate.” La Marchesa Casati è stata un’ aristocratica avanguardista, amante di D’Annunzio e musa di illustri artisti e poeti, dalle abitudini bizzarre come passeggiare portando i suoi giaguari con guinzagli tempestati di diamanti per via Krupp all’avere servi nudi cosparsi di foglia oro ai suoi banchetti. In lei mi rivedo. E quando i miei “haters” mi attaccano chiedo di avere un po’ di compassione per il dolore che ho provato quando è stata vietata la detenzione di animali esotici in Italia. Senza un giaguaro sono perduta”.

In amore sei più “preda” o “cacciatrice”?

“Sono cacciatrice, sempre, ma la seduzione vera sta nel convincere un uomo dell’esatto contrario; di essere predata mentre in realtà è già tua preda. Detesto il linguaggio esplicito in una donna. L’artificio e la strategia sono decisamente più sexy”.

Ci puoi dare un accenno in esclusiva su qualche tuo progetto futuro ed in fieri?

“In cantiere ho numerosi progetti. Sto lavorando contestualmente ad un app, alla stesura di un film d’arte con una casa produttrice hollywoodiana, a diverse esposizioni artistiche e ad una capsule di giacche scultura e lingerie fetish luxury realizzate in pelle di pitone e coccodrillo impreziosite. Non ho mai sognato un principe azzurro che mi portasse al suo castello, ho imparato ad a cavalcare sogni per arrivarci da sola”.

Dulcis in fundo un tuo saluto ed un pensiero per i lettori de “Il Gazzettino Vesuviano “.

“Sebbene la prima puntata di Riccanza mi abbia raccontata a cavalcare con mia figlia in spiaggia non meno belle sono le escursioni a cavallo che ho fatto con lei intorno al cratere del Vesuvio. Amo questa terra. Dai pomodori del Piennolo alle confezioni di succose albicocche che faccio preparare per me e Cecile; incantevoli gli scavi di Pompei ed Ercolano e le antiche dimore nobiliari del Miglio d’Oro… avete una terra che è ricchezza immensa, lo posso giurare! Un abbraccio grande da Riccanza e da Noemi Montanaro”.

Domenico Ferraro



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