Camorra, come Pasquale Galasso monitora il suo vecchio “regno”

Parliamo di un volume di affari valutato all’epoca dell’arresto del boss di 1500 miliardi di lire distribuito in società immobiliari, finanziarie e turistiche

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pasquale galasso arresto tv7Pasquale Galasso, l’ex super boss della camorra e deus ex machina dei rapporti tra cattiva politica, frange della massoneria e servizi deviati, sarebbe visto da molti giovani affiliati dei sodalizi criminali operanti nel vesuviano come un modello da emulare. Secondo alcune indiscrezioni raccolte in ambienti vicini al boss Pasquale Galasso (collaboratore di giustizia dal 1992) sarebbe riuscito a monitorare tramite fedelissimi dei luoghi e prestanome insospettabili quello che una volta era il suo regno.




Tra i capi della Nuova Famiglia, braccio destro di Carmine Alfieri, corruttore di politici nazionali e alte cariche dello Stato, in stretti rapporti con la massoneria e (secondo alcuni pentiti) con i servizi, Pasquale Galasso gestirebbe una serie di attività nel settore alimentare non lontano dalla sua Poggiomarino. Quando parliamo di Pasquale Galasso tocchiamo i vertici della malavita campana (e non solo): interessi stratosferici in attività pseudo legali sparse ovunque sul territorio nazionale e all’estero, proventi delle attività illecite secondi solo a quelli di Cosa Nostra, rapporti diretti con Totò Riina negli anni in cui il padrino corleonese rappresentava il deus ex machina della mafia nel mondo.

Parliamo di un volume di affari valutato all’epoca dell’arresto del boss di 1500 miliardi di lire distribuito in società immobiliari, finanziarie e turistiche. Studente universitario brillante (a Galasso mancavano pochi esami per laurearsi in medicina), particolarmente caro al ras Carmine Alfieri, amante dell’antiquariato e delle opere d’arte, delle auto di lusso e della letteratura ma al tempo stesso criminale spietato e stratega finanziario della Nuova Famiglia. Anche sul suicidio del fratello Martino l’opinione pubblica nutrirebbe molti dubbi: giovane di bell’aspetto e di forte personalità difficilmente Martino Galasso, a giudicare dai commenti raccolti tra la gente che lo conosceva sin da ragazzo, si sarebbe lasciato andare ad un gesto così estremo che non si sposerebbe con la forte personalità di cui godeva.




Attuali pezzi da 90 della mala di Poggiomarino e dei paesi limitrofi proverrebbero tutti dal clan Galasso avendo ricoperto ruoli diversi (killer, prestanome, pusher, ecc.) all’interno dello stesso gruppo criminale per anni. Il padrino Pasquale Galasso, la mente superiore della Nuova Famiglia potrebbe aver architettato una colossale manovra di rientro all’interno di un territorio in cui ancora si narrano le gesta epiche di un clan talmente ramificato nella macchina pubblica da poter contare su appoggi influenti in ogni settore. Noti professionisti, grossi imprenditori, amministratori pubblici, politici nazionali, “funzionari di Stato” infedeli: tutti per decenni sul libro paga dei Galasso pronti a favorire la potente famiglia di Poggiomarino negli affari e nelle varie vicende giudiziarie. Oggi ci si chiede che fine abbiano fatto questi contatti influenti e che ruolo potrebbero avere nel ritorno in auge di uno dei padrini di camorra più temuti di sempre.

Alfonso Maria Liguori



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Pubblicista, con formazione scolastica classica e frequenza universitaria presso l'Ateneo Federico II di Napoli (corso di Laurea in Filosofia). Dal 2003 "Aml" è nato, giornalisticamente parlando, con il settimanale diocesano della Curia di Napoli "Nuova Stagione". Successivamente collabora con Cronache di Napoli, con Metropolis, con Napoli Più, svolgendo nel contempo attività di pubbliche relazioni e portavoce di politici. Impegnato nel sociale nel 2003 ha preso parte ad un progetto sociale per il recupero di minori a rischio promosso dall'associazione onlus "Figli in Famiglia" in collaborazione con il Tribunale per i Minori di Napoli. Ha curato eventi di solidarietà per associazioni onlus in favore di noti ospedali partenopei in collaborazione con l'Ubi Banca Popolare di Ancora. Ha diretto la trasmissione televisiva "Riflettori su Ercolano" (a sfondo sociale) per Tele Torre. Profondo conoscitore della strada e dei complessi meccanismi sociali che caratterizzano le problematiche di Napoli e della sua provincia, da anni collabora attivamente con il Gazzettino vesuviano.