Eboli, furti e rapine: sgominata banda, 10 arresti

Un impero del crimine che la magistratura e le forze dell’ordine starebbero osteggiando in ogni modo tra enormi difficoltà di carattere logistico e sociale

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Nelle prime ore della mattina, i Carabinieri della Compagnia di Eboli , diretta dal Capitano Luca Geminale, hanno eseguito un’ordinanza applicativa di misure cautelari – emessa dal GIP del Tribunale di Salerno – nei confronti di 10 persone, ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di rapine a mano armata, furti in abitazione, furti aggravati, detenzione e porto illegale di armi e munizioni. L’operazione testimonia il livello di guardia sempre alto mantenuto dalle forze dell’ordine sul territorio salernitano con particolare riferimento ai militari della Benemerita. Negli ultimi tempi Salerno e la provincia sono sempre più al centro di vicende malavitose legate, nella maggior parte dei casi, allo spaccio di stupefacenti.




Accordi strategici legherebbero clan salernitani con il sistema vesuviano per il controllo delle piazze di droga: un business che muoverebbe cifre da capogiro consentendo ai sodalizi criminali di aumentare esponenzialmente il proprio potere offensivo e corruttivo. Infedeli servitori dello Stato, cattivi politici, amministratori corrotti e imprenditori prestanome militerebbero ancora nelle fila della camorra che negli ultimi tempi, secondo alcune indiscrezioni provenienti da ambienti investigativi, starebbe tentando di unirsi a livello regionale creando un’unica associazione a delinquere in grado di estendere i propri interessi criminali ad altre realtà d’Italia e all’estero.




Un impero del crimine che la magistratura e le forze dell’ordine starebbero osteggiando in ogni modo tra enormi difficoltà di carattere logistico e sociale. Purtroppo il muro di omertà che ancora protegge certa gentaglia penalizza enormemente il lavoro di intelligence degli inquirenti che si trovano spesso a fare i conti con accuse ritrattate e versioni dei fatti alterate in sede processuale in favore dei boss di turno.

Alfonso Maria Liguori