Pompei Gay Pride, dalla Questura ok definitivo. Cancellato il Papa Francesco raffigurato da TvBoy

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gay prideÈ ufficiale: il Gay Pride sfilerà il 30 giugno a Pompei. Ieri l’ok definitivo dalla Questura di Napoli che ha visto anche la conferma del percorso stabilito dalle associazioni Lgbt. Alle 15.30 la partenza da piazza Falcone e Borsellino, poi il proseguimento verso via Carlo Alberto, piazza Bartolo Longo, via Roma e via Plinio. Il termine del corteo è previsto in piazza Esedra per i discorsi conclusivi.

Patrocinio morale

Non ancora arrivato il patrocinio morale della città mariana, a differenza di quelli di Università Federico II di Napoli, Consolato di Spagna e Centro Sinapsi. La concessione non è ancora avvenuta, come promesso dal presidente del consiglio comunale Franco Gallo, poiché l’incartamento non era stato ancora completato in assenza dell’ufficialità della manifestazione. Nei prossimi giorni, dunque, associazioni e amministrazione discuteranno di una conferenza stampa da tenere insieme.




Il videoclip

Attesa la conferma dalla Soprintendenza, poi sarà girata verso metà aprile la clip di presentazione negli Scavi di Pompei, simbolo di libertà sessuale. Protagonista la madrina del Gay Pride, l’étoile Carla Fracci. Saranno discussi dai vertici Lgbt e dalle autorità politiche anche una serie di eventi, di cui uno tra le mura dell’antica città.
Viene così messo un punto alle iniziali polemiche che avevano circondato l’organizzazione della manifestazione.

gay prideIl murale di Papa Francesco

Cancellato dalla polizia municipale il murale di TvBoy – street artist conosciuto e apprezzato a livello internazionale, balzato agli onori delle cronache per la raffigurazione del bacio tra Di Maio e Salvini. Stamane, a due passi da palazzo De Fusco, è comparsa l’opera raffigurante Papa Francesco. Bergoglio, con volto sorridente e bonario, è rappresentato mentre stringe un cartello con cuore arcobaleno e la scritta “Love wins. Stop homophobia”. Poche ore dopo è stato rimosso. «In Italia questo è un tema tabù e non se ne può parlare», è il commento dell’artista. Sembra che l’ordine di rimozione non sia arrivato dal sindaco Pietro Amitrano che avrebbe chiesto una relazione degli agenti municipali per capire cosa sia accaduto.