Torre Annunziata, processo “Mano nera”: giudizio da rifare per Francesco ‘o pisiello

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Giudizio d’Appello da ripetere per Francesco ‘o pisiello Gallo, boss di Torre Annunziata. Confermate dalla Cassazione quasi tutte le condanne per gli imputati del processo “Mano nera”, ma non per il proprietario della casa in cui fu girata la fiction Gomorra.




Circa cinquanta gli affiliati dei clan Gionta e Gallo-Cavalieri in attesa di giudizio, accusati di associazione di tipo mafioso e traffico di droga. Difeso dall’avvocato Sergio Cola, “Francuccio ‘o pisiello” ha ottenuto l’annullamento con rinvio della condanna a 20 anni in primo grado e confermata in secondo.

Il camorrista era diventato noto per aver concesso la sua abitazione alla Cattleya, la casa di produzione della serie ispirata al romanzo di Roberto Saviano. Il suo arresto, avvenuto nel 2013, comportò il sequestro della villa, per la quale Gallo pretese, direttamente dal carcere, il pagamento in contanti per l’affitto. In seguito, venne condannato per estorsione, insieme ai genitori.




Sconto di pena per Pasquale Gallo, fratello del boss che da 20 anni è passato a 17 e 8 mesi di reclusione. Enrico Gallo, invece, sarà di nuovo alla sbarra degli imputati. Per il resto, le condanne diventano definitive.



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