Boscoreale, il sindaco Balzano si dimette e scassa il grande inciucio

Balzano: «non consento a nessuno di calpestare la mia dignità umana e politica»

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Si è dimesso poche ora fa il sindaco di Boscoreale, Giuseppe Balzano, motivando la decisione con un comunicato abbastanza sibillino del quale riportiamo uno stralcio. «Con immenso rammarico – scrive il sindaco – informo la cittadinanza che stamattina ho rassegnato le dimissioni. Ho maturato questa decisione con la massima serenità d’animo per l’assoluta mancanza di chiarezza sul futuro politico della mia città. Ho fatto un passo indietro non pretendendo ad ogni costo la mia ricandidatura alle prossime elezioni amministrative, mettendomi comunque a disposizione della maggioranza politica che finora mi ha sostenuto. Ho verificato, purtroppo, che tutto ciò non ha contribuito a rende chiaro e trasparente un percorso politico-amministrativo, e non consento a nessuno di calpestare la mia dignità umana e politica».




Dunque, che cosa è successo? Le voci di dentro dicono che a far “saltare” la pazienza di Balzano sia stato uno “sgarbo” avuto da un consigliere di minoranza, ma che adesso si stava dando da fare per creare una “Große Koalition”, come dicono i tedeschi per indicare quella sorta di “tutti insieme … appassionatamente” che i politici scafati (che vuol dire “navigati”) mettono in mezzo per cercare di riprendersi quello che stanno perdendo. Ma andiamo con ordine. Da alcune settimane, a Boscoreale, si stavano muovendo i grossi calibri della politica locale. L’obiettivo era quello di mettere assieme un grande gruppo, una sorta di “arco costituzionale” paesano da contrapporre ai “5stelle”, che stavano per scendere in campo con una loro lista forte, e forti, dei consensi avuti alle ultime “politiche”. In questo listone – calderone “di salute pubblica” avrebbero trovato posto tutti, o quasi tutti. Dal Pd (quello che resta), a un poco di sinistra democratica, alla destra al gran completo con FI, più la solita infornata di liste collegate, da usare per togliere voti. Il candidato scelto, così dicono le voci di dentro, sarebbe stato Antonio Diplomatico. Politico navigato, di vecchio corso, già consigliere comunale, in epoca Sergianni, grande elettore di Gennaro Langella. In questo modo, sarebbe ritornato in campo l’ex sindaco Gennaro Langella, relegato all’opposizione nell’ultima tornata, con tutto il suo gruppo. Una “bella mano” alla formazione di questo “listone” la starebbe dando anche il senatore uscente, Pietro Langella. Il quadro, così come stava, avrebbe procurato il classico maldipancia in alcuni dei grandi elettori sia dal lato Pd sia dal lato di Fi e destra. Di certo, e nonostante le assicurazioni date, il sindaco uscente non l’aveva presa, come si dice, bene, questa scelta fatta nelle parti alte di via Papa Giovanni XXIII ovvero nel circolo dei casilliani. Diplomatico, si dice, non sarebbe altro che la una sorta di “longa manus” di Gennaro Langella e la sua elezione di fatto sarebbe servita all’antico sindaco di ritornare al potere pur non essendo presente in prima persona. Nonostante tutto, dicono sempre le “voci di dentro”, Balzano avrebbe comunque “abbozzato”. Il tutto, sino a ieri pomeriggio allorché il sindaco dimissionario avrebbe avuto una sorta di sgarbo istituzionale da parte di questo consigliere di minoranza che stava per passare in maggioranza. Ecco spiegato.




Allora, che cosa succederà? Se il sindaco non ritira le dimissioni entro venti giorni a partire da domani, 14 aprile, il 4 maggio (bella la data: la smorfia napoletana contempla ‘o sfratto ‘e casa, il 4 maggio) scatterà la nomina di un Commissario ad acta da parte del Prefetto. Il commissario, dovrà guidare la cittadina alle urne. E qua sorge un altro dubbio: c’è chi dice che potrà restare per un anno; altri invece affermano che non sarà possibile evitare le elezioni, che così si terrebbero nella data stabilita del prossimo giugno. Sarà necessario vedere la legge e i vari appigli che sempre è possibile richiamare, e che cosa essa dice e come ci si regolerà in merito.

Intanto, il gruppo di “Corto circuito” che voleva scendere in campo con una sua lista per contrastare i Casilliani e la Destra, è in fibrillazione. “Il comune andava sciolto perché per due anni non è stato presentato il Bilancio”, dicono, “Tanto è vero che è dovuto venire un commissario ad acta per farlo”. Fa sentire la sua voce anche Antonio Mappa, presidente del Consiglio comunale, che esprime tutta la sua «solidarietà umana e politica al sindaco Giuseppe Balzano che stamattina ha rassegnato le dimissioni». Tra qualche ora è annunciato anche un duro documento di “Corto circuito”. Insomma, arrivano i “veleni” a rendere infuocata questa campagna elettorale, se ci sarà ancora, o a far alzare lo scontro politico cittadino, se le elezioni fossero rinviate di un anno. Con buona pace dei “5Stelle” che pensavano di “vincere facile” e invece si sono ritrovati sulla loro strada i vecchi “volponi” della politica. Quelli che come diceva Tomasi di Lampedusa ne “Il Gattopardo” cambiano “tutto per non cambiare niente”.

Giuseppe Casale



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